Le risposte? Soffiano nella memoria. Bob Dylan parla della sua autobiografia
La notizia che Bob Dylan stava scrivendo un'autobiografia ha suscitato grande stupore tra i fan. Dopotutto è un uomo che ha passato la vita a nascondersi. Mentre le altre rockstar amano raccontare particolari della loro vita, dei loro amori e dei loro album, Dylan si è sempre svelato solo a pochissimi eletti. Così su Internet i fan si sono a lungo interrogati: Bob finirà mai il libro? Quanto è davvero in grado di ricordare? Soprattutto, sarà un po' meno criptico dell'unico altro libro che ha scritto, Tarantula del l97l? Ma Dylan non ha passato invano quarant' anni a depistare la gente: non soltanto il libro è uscito puntuale, ma è ricchissimo di particolari. Doppia sorpresa, Dylan accetta di parlarne. "Scriverlo non è stata una mia idea - dice con un leggero accento del Midwest - Ho letto qualche biografia su di me, anche se non si può passare il tempo a leggere ciò che scrivono di te. Alcune sono più accurate, altre meno, ma nessuno conosce la storia fmo in fondo. Nessuno a parte me, naturalmente. Così mi sono seduto e ho incominciato a raccontarla io: inizialmente volevo solo spiegare come sono nati alcuni album, poi il libro ha incominciato a vivere una sua vita. Il capitolo sui primi tempi a New York avrebbe dovuto essere un racconto di come ho registrato The Freewheelin'Bob Dylan. Ma è venuta fuori tutt'altra cosa: gli editori però sembravano contenti, così ho continuato".
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Intervista a Pennac: «La realtà è più folle di come la descrivo»
A quattro anni dal suo ultimo romanzo, La passione secondo Thérèse, Daniel Pennac - sessant'anni portati con l'aria fanciullesca di sempre - presenta il suo nuovo romanzo, Ecco la storia, appena arrivato in libreria.
Strana coppia nel nero inferno, La nuova Commedia di Piumini e Altan
Milosevic, Bossi, Agnelli, Vespa, Sgarbi, Alba Parietti, Vanna Marchi, Baget Bozzo, Michael Jackson, Andreotti, Taormina, Emilio Fede, Letizia Moratti, Craxi eccetera eccetera. sono tanti i dannati di questo remake della Commedia dantesca firmata da Roberto Piumini e illustrata da Francesco Altan. Vi diremo di più: ci sono anche tale Silvio - indovinate chi? -, D'Alema e persino Pantani ne La nuova Commedia, parodia rigorosamente scritta in terzine di endecasillabi ma - come tiene a pre-cisare lo stesso Piumini - "con un linguaggio non arcaico, non arcano, non accademico". Già, Roberto Piumini, questo autore in apparenza sornione, nativo di Edolo ma con frequen-tazioni e parentele varesine che, in una carriera letteraria costellata di poesie, traduzioni da Shakespeare e Browining, libri per ragazzi e per adulti, all'improvviso ti tira fuori un'invettiva ai fulmicotone, priva di sconti, tagliente e coraggiosa. Al suo fianco un grande illustratore come Altan. Personaggi non sempre riconoscibili i suoi, ma rigorosamente in bianco e nero, come si conviene all'invettiva, senza vie di mezzo. La Divina Commedia di Dante non viene ripresa nella struttura tripartita di Inferno, Purgatorio, Paradiso, ma nello spirito, nell'idea, nella versificazione. E poi c'è l'espediente letterario che si evince dalla premessa, in cui si immagina che i testi in questione, queste pagine piene di lava infernale e di rari sprazzi di paradiso, Dante le abbia scritte sotto l'effetto del "cocurnio", "fungo allucinogeno di perduta semenza", e che poi, una volta tornato lucido, rileggendole, ci abbia capito ben poco, vedendo nomi di personaggi a lui ignoti. Veggenza, anzi, pre-veggenza la sua, se è vero che tutti i bellimbusti mandati all'inferno sono personaggi del nostro tempo. Fra i pochi graziati dagli strali del nostro Dante-Piumini, Roberto Benigni, Pertini e Gandhi.
Fecondazione assistita tra proibizione e ignoranza. Intervista a Chiara Valentini
Mentre a livello politico infuriano le polemiche per la decisione del Governo di costituirsi in giudizio davanti alla Corte Costituzionale contro i referendum sulla fecondazione assistita, la legge 40/2004 di cui tanto si parla e che pochissimo si conosce, ne discutiamo con la giornalista Chiara Valentini che ha scritto un saggio illuminante, La fecondazione proibita con prefazione di Stefano Rodotà. "Mi sono accorta man mano che andava avanti la discussione sulla legge e si aggravavano gli scontri fra le diverse parti in causa, che sapevamo poco di fecondazione assistita. La prima bambina in provetta è nata nel '78, oggi ha 26 anni, e in Italia ci siamo trovati a parlare di fecondazione assistita come se fossero esperimenti da fantascienza. Invece si tratta di una realtà molto concreta: ce ne sono già un milione e mezzo circa al mondo, cinqantamila solo in Italia -ma qualcuno dice di più -, e i bambini in provetta continuano a nascere nonostante la posizione negativa della Chiesa. Addirittura paesi cattolici quanto e più dell'Italia come la Spagna, praticano ampiamente la fecondazione assistita in varie forme e tali nascite hanno una cornice di regole indispensabile".