Interviste ad Amartya Sen
Due interviste al filosofo ed economista indiano che sui temi della povertà e della globalizzazione è uno dei maître-à-penser più ascoltati.
Gino Strada: "Vi spiego perché la pace conviene"
Gino Strada sta partendo per Kabul. Intanto tratta con le autorità irachene per trasferirsi a Baghdad e allestire rapidamente un ospedale di guerra. Non crede alla possibilità che la guerra non ci sia. Dice che gli interessi americani sono troppo grandi e che nessuna argomentazione politica o di buon senso può convincere Washington a rinunciare all’attacco all’Iraq. Strada dice che la guerra è in programma da tempo, e che è un grande affare. In Italia ormai è diventato il simbolo vivente del pacifismo.
Imre Kertész e Inge Feltrinelli: intervista per il Nobel
Un servizio di Ennio Cavalli per l'assegnazione del Nobel al primo scrittore di lingua magiara. Kertész, deportato, si salvò grazie a uno stratagemma raccontato nel file audio. "Il lager è il paradigma del Novecento."
Paolo Di Stefano: Intervista a Benigni su Dante
Ora, con il suo Pinocchio in giro per il mondo, c’è una Divina commedia che gli si agita nella mente, dopo la consacrazione dei dantisti che hanno ammirato la sua lettura televisiva dell’ultimo canto. Un ‟turbinio” e un paio di progetti mica da ridere: la vita di Dante a puntate (tre-quattro) in televisione e tutto il poema in videocassette letto sul modello del XXXIII del Paradiso. Lavori che lo terranno inchiodato per anni all’Alighieri, e non è detto, come si pensava, che Robertino (così lo chiamava Fellini) si limiterà a fare il produttore del film. Basta scavare un po’ per capire che nonostante tutto il Dante lui lo reciterebbe volentieri, eccome (‟certo, mi darebbe una gioia…”). Ma si vedrà. Perché il Divin poeta è una febbre. Benigni ne parla con la precisione dello studioso e con l’entusiasmo allegro di un giullare: parla di sibilanti sorde e sonore, di partiture foniche, di assonanze, di figure retoriche e di accenti. Cita versi su versi, Cavalcante, Ciacco, Maestro Adamo, Paolo e Francesca, il messo celeste. Si infiamma, agita le braccia, sorride pensando al suo ‟Dante in love”. ‟Ha vissuto settecento anni fa, che sono poi dieci uomini di settant’anni in fila, uno dopo l’altro. In fondo Dante è vicinissimo a noi. Dieci persone di settant’anni: uno muore e ne nasce un altro, per dieci volte. Fa impressione”.