Quando è la ragione a generare mostri. Intervista a Eugenio Borgna

Quando è la ragione a generare mostri. Intervista a Eugenio Borgna

‟Direi che noi oggi assistiamo a un tentativo - più o meno consapevole, in ogni caso impressionante - di rimuovere dal discorso pubblico ogni traccia di vera intersoggettività, di vera intimità, di tutti quegli atteggiamenti umani che non si possono spiegare in termini di efficacia strumentale, di fungibilità. Si misconosce tutto ciò che non ha un valore economico-finanziario, in senso lato. Tuttavia, quando viene meno l'attenzione all'interiorità, quando le emozioni sono accettate o rifiutate solo in base alla loro ‘gradevolezza’ o al loro ‘valore adattativo’, il territorio della psiche cade in balìa di forze impazzite. La nemesi di una società che vorrebbe reggersi solo in base al principio d'efficienza è ben visibile, oggi, negli scoppi di violenza irrazionale che l'attraversano.”

L'Egitto di Al-Aswani: ‟Scrivendo romanzi combatto i fanatici”

L'Egitto di Al-Aswani: ‟Scrivendo romanzi combatto i fanatici”

‘Ala Al-Aswani per 15 anni ha scritto articoli critici nei confronti del presidente Hosni Mubarak, che è al potere dal 1981. È membro dei ‘Writers and Artists for Change’ e dei ‘Doctors for Change’, all’interno del movimento di opposizione noto come ‘Kifaya’(‘Basta’). A suo avviso la letteratura ‘non cambia la situazione. Per avere la democrazia bisogna impegnarsi in un’azione politica diretta. Ma la letteratura cambia il lettore, insegna a essere meno ipercritici’. Il suo nuovo romanzo, Chicago (2007) , ha venduto più di 120.000 copie in arabo. Ambientato in un campus di Chicago ai giorni nostri, si ispira ai due anni passati dall’autore - negli Ottanta - all’Università dell’Illinois, dove era andato a studiare odontoiatria con una borsa di studio. Il libro rivolge la sua attenzione agli espatriati arabi, tra cui il poeta e studente di medicina Nagi, impegnato in un movimento per la democrazia. Attraverso personaggi come Salah, un intellettuale egiziano innamorato di una ebrea americana, e Shaymaa, una donna velata che mette in discussione le restrizioni sessuali della sua educazione, il romanzo affronta argomenti come il sesso extraconiugale, l’aborto e l’antisemitismo. Chicago è stato prima pubblicato a puntate su ‘Al-Dustour’ (un giornale d’opposizione). ‘Alcuni fanatici mi hanno insultato. Uno diceva che era inaccettabile per una donna velata avere una relazione fuori dal matrimonio. Ho risposto: è un romanzo, Shaymaa non rappresenta tutte le donne velate. Ma se non le piace il romanzo, perché lo legge?’.

'Ala  Al-Aswani presenta in video Chicago

'Ala Al-Aswani presenta in video Chicago

Storie di esistenze strappate alla loro terra d’origine che si cercano e si perdono in una Chicago multietnica e conflittuale sullo sfondo del post-11 settembre americano. 'Ala Al-Aswani in video su Chicago.

Nick Cave: ‟Io uccido Bunny Munro”. Un’intervista

Nick Cave: ‟Io uccido Bunny Munro”. Un’intervista

‟In questa storia non c'è salvezza, non c'è redenzione. Non c'è perché non ce n'è bisogno. La redenzione è uno spettacolo a buon mercato che viene messo in scena nelle patetiche trasmissioni della Tv del pomeriggio. Non volevo scrivere una storia in cui il protagonista capisce qualcosa, si converte o baggianate del genere, non c'è una morale tra le righe. Volevo semplicemente che finisse tagliato a metà sul percorso, come accade alla maggior parte della gente, senza ulteriori possibilità. Per finali diversi rivolgersi a Hollvwood o al cristianesimo.”