È stato Gesù a sbagliare. Intervista a J.G. Ballard

È stato Gesù a sbagliare. Intervista a J.G. Ballard

‟Camminare sull’acqua, resuscitare la gente... sono cose che confondono. Era consapevole, Cristo, del pericolo?”. Parola di uno scrittore visionario che da 40 anni racconta violenze e paure dell’Occidente. Intervista a J.G. Ballard.

L’esordiente Benedetta dall’editore. Colloquio con Benedetta Cibrario

L’esordiente Benedetta dall’editore. Colloquio con Benedetta Cibrario

Un libro complicato, la storia di una vita femminile dall'inizio alla fine del Novecento raccontata con continui abilissimi incastri temporali (sembra costruito alla moviola, e infatti: ‟Mi sono laureata in Storia del cinema; come tutti quelli che vengono dal cinema so che il montaggio è essenziale”) e una dose di ‟romanzesco” che solo una mano fermissima, diresti, può controllare senza precipizi nel melò: la passione divorante; nel retrò: l'aristocrazia mitteleuropeo; addirittura nel fashionable: le colline del Chianti e la poesia del vino.

La verità di una figlia adottata. Colloquio con A.M. Homes

La verità di una figlia adottata. Colloquio con A.M. Homes

‟Dopo una vita passata in una specie di programma di protezione virtuale, ero stata scoperta. Mi alzo sapendo una cosa in più su me stessa: sono la figlia dell’amante. La madre che mi ha messo al mondo era giovane e nubile, mio padre più vecchio e sposato, con una famiglia sua. Quando nacqui, nel dicembre del ’61, un avvocato chiamò i miei genitori adottivi e disse ‘Il vostro pacchetto è arrivato ed è legato con nastri rosa’”.

Stefano Benni: Venticinque storie di solitudine e mistero

Stefano Benni: Venticinque storie di solitudine e mistero

Venticinque racconti mai scontati, pieni come sempre di irresistibile bizzarria, che si addentrano negli aspetti piùimprevedibili e misteriosi della vita. Benni è sempre lucido e sagace, ma non più scanzonato come in Bar sport o Il bar sotto il mare. In queste pagine veloci come acquarelli, ma dalla scrittura accuratissima, offre una densa galleria di umanità che fa sorridere, con un po' di tristezza, dell'insipienza umana, e soprattutto fa riflettere. Tutti i personaggi ritratti da Benni sono soli, per un motivo o per un altro. I casi sono tutti emblematici, riflettono la complessità del mondo e delle situazioni. In un quadro che si arricchisce e si approfondisce fino a prendere il lettore alle viscere, per trascinarlo dentro le pagine, a riscoprire nelle vicende narrate anche il proprio istante di solitudine nel mondo, o il vuoto di una routine addormentata nell'abitudine, senza il coraggio di rialzare la testa e guardare il cielo per cercare questa famosa ‟grammatica” degli eventi.