Non ho più il sottotitolo. Intervista a Benedetta Cibrario
‟Non c’è nulla di autobiografico, anche se certamente traspaiono molte cose di me, ma niente di cui io sia consapevole. Anche perché, quando crei un personaggio che funziona, è lui a farti capire dove deve andare la storia. La protagonista del mio libro in un certo senso mi ha presa per mano e mi ha portata nella sua vita, che non è la mia.”
Per i giovani è importante la forza dell´immaginazione. Intervista a Banana Yoshimoto
‟Il Giappone si è americanizzato, e il culto del denaro è diventato il centro della società. A causa di ciò abbiamo rinunciato a preservare la nostra cultura e a tramandare alle generazioni future gli aspetti migliori del pensiero giapponese. Farlo richiederebbe pazienza, tempo e soldi. Ci sono sempre più giovani che hanno la sensibilità per dedicarsi a questo recupero, ma è scoraggiante osservare come le grandi somme di denaro si muovano sempre in tutt´altra direzione.”
La verità di una figlia adottata. Colloquio con A.M. Homes
‟Dopo una vita passata in una specie di programma di protezione virtuale, ero stata scoperta. Mi alzo sapendo una cosa in più su me stessa: sono la figlia dell’amante. La madre che mi ha messo al mondo era giovane e nubile, mio padre più vecchio e sposato, con una famiglia sua. Quando nacqui, nel dicembre del ’61, un avvocato chiamò i miei genitori adottivi e disse Il vostro pacchetto è arrivato ed è legato con nastri rosa’”.
L’uso della paura come strumento di consenso politico. Gianfranco Bettin presenta Gorgo
Il profondo Nord e i suoi incubi, l’uso politico della paura, e la sua capacità di penetrazione sociale della Lega... sono alcuni degli spunti di riflessione che compaiono nel libro in cui Bettin ricostruisce l’efferato delitto di Gorgo al Monticano del 20 agosto 2007, quando due anziani coniugi vengono uccisi brutalmente da due banditi albanesi.