L’immigrazione e il razzismo in Italia come non erano stati mai raccontati. Piersandro Pallavicini presenta African inferno
‟Dimmelo un po’: quanti negri hai abbracciato sperando che non andassero via? E a quanti hai detto di sparire dalla tua vita? Dimmelo: quanti negri hai sulla tua lista dei regali di Natale?”
L’amicizia fraterna con il giovane congolese Joyce ha messo in crisi il matrimonio di Sandro e ha innescato una ingovernabile spirale di eventi incontrollabili che ha fatto di Sandro un escluso…
L’immigrazione e il razzismo in Italia come non erano stati ancora raccontati nel nuovo romanzo di Piersandro Pallavicini.
Intervista a Remo Bodei: Guai a vivere a bassa tensione
La natura della nostra identità di uomini e donne contemporanei. Come siamo diventati ciò che siamo, per non dimenticare i condizionamenti che ci hanno plasmati ed evitare così di trasformarci in uomini e donne d’allevamento.
I disabili tra pregiudizio e realtà. Matteo Schianchi presenta La terza nazione del mondo
‟Il pregiudizio è una dimensione fondamentale, in senso negativo, per la persona disabile, poiché appena il disabile si presenta sulla scena pubblica, gli sguardi e i comportamenti stigmatizzano immediatamente la sua persona. Questo pregiudizio riguarda spesso anche il disabile verso se stesso. È un pregiudizio legato al limite, al fatto che la persona disabile non è concepita interamente e completamente umana. È un problema legato all’inferiorità della persona disabile; tutte queste dimensioni, che hanno profonde radici psicologiche e una storia, ugualmente profonda, che risale alle civiltà antiche per arrivare fino ai giorni nostri, è particolarmente pregnante. È proprio da qui, dal pregiudizio, che si formano nella concretezza della vita delle persone l’emarginazione e l’esclusione sociale, sul lavoro, nei sentimenti, nelle relazioni sociali e così via. È una vera e propria barriera culturale”.
La registrazione è disponibile anche in formato mp3 scaricabile sul podcast Radio Feltrinelli.
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Agnello Hornby e i misteri della famiglia. Un’intervista
"La famiglia che racconto nel libro sembra apparentemente una tipica famiglia siciliana, fondata sulla tradizione. Ma Tito, il protagonista, è un pater familias un po’ retrogrado costretto a fare i conti con il suo passato e ad aprire gli occhi sul presente. Una prova difficilissima per lui, ma che lo aiuta a crescere. Per questo io non credo che sia un libro triste, ma di speranza e crescita".