Gay o etero, l’amore ci incanta tutti. Intervista a Jonathan Coe
[...] Quando mi hanno chiesto ‟Perché ha descritto la storia di questa coppia omosessuale?”, mi sono sentito sbalordito, come se a un altro avessero chiesto ‟ma perché mai ci racconta questo amore eterosessuale?”. In Gran Bretagna siamo un pezzo avanti, la Chiesa anglicana è liberale e non ha il peso che, qui, ha il Vaticano.
Nei panni di una lesbica. Intervista a Jonathan Coe
Ironico come nei suoi libri, Jonathan Coe, scrittore inglese di 45 anni (già autore de La banda dei brocchi), assicura che non è stato difficile scrivere un romanzo tutto al femminile. ‟Ho una moglie e due figlie, vivo circondato da donne: imparare a capirle e immedesimandomi in loro è stata una questione di sopravvivenza”.
Tra madri e figlie. Intervista a Jonathan Coe
Il nome Jonathan Coe sulla copertina di un libro evoca brillanti commedie sociopolitiche, ambientate nell’Inghilterra di ieri ed oggi, dalla Thatcher a Blair, in cui ogni europeo trai venti e i cinquant’anni non ha difficoltà a identificarsi. Ma il suo nuovo romanzo, La pioggia prima che cada è un completo cambio di stagione: una storia di madri e figlie, al cui centro c’è una bambina cieca che bisogna ritrovare per consegnarle un’eredità. ‟In questo libro c’è una parte importante della mia infanzia. Da bambino passavo le estati nello Shropshire, una campagna selvaggia nel mezzo dell’Inghilterra, dove vivevano i miei nonni e una prozia. La fattoria della prozia, che mi appariva incredibilmente misteriosa, è la Warden Farm di La pioggia prima che cada. Ma la parte strettamente autobiografica finisce lì.”
La partita che non ho mai giocato. Intervista a Carla Vangelista
Andrea è un ragazzo brillante. Un po’ drogato e molto annoiato. Livia, la sua fidanzata, è una ballerina piuttosto anoressica e un po’ meno annoiata. Entrambe provengono da famiglie dove i soldi non sono un problema ma gli affetti si.
Un giorno, una lettera annuncia che il padre di Andrea, sparito da anni in Kenya, sta morendo. In ospedale, durante il loro ultimo incontro, una seconda rivelazione: esiste un altro figlio, il piccolo Charlie, avuto da una donna keniota, e rimasto senza famiglia.
È l'inizio di Un altro mondo (Feltrinelli), il nuovo romanzo di Carla Vangelista, 54 anni, romana, sceneggiatrice, scrittrice, compagna (da 22 anni) dello scrittore Luca Di Fulvio, e madre di un altro Luca, 28 anni, avuto dal primo marito. E, ancora, coautrice, con Silvio Muccino, di Parlami d'amore, best seller da 250 mila copie uscito nel 2006 da Rizzoli e diventato un film, diretto e interpretato dallo stesso Muccino.