C’è un Israele della Cnn diverso dal paese della vita quotidiana. Intervista ad Amos Oz

C’è un Israele della Cnn diverso dal paese della vita quotidiana. Intervista ad Amos Oz

‟Ogni mio romanzo inizia con delle voci e non so da dove vengano perché i miei personaggi non sono mai creati da modelli reali. Avevo un vicino che diceva che ogni volta che passava davanti alla finestra del mio studio si ravviava i capelli, mettendosi a tiro per entrare nel romanzo. Non so da dove vengano le voci. Restano voci a lungo, non sapevo nulla di Theo e Noa, però sentivo un uomo stanco del mondo e una donna mercuriale e amante dei cambiamenti. Discutevo con loro, gli dicevo ‟andatevene da un altro scrittore”, ma insistevano a restare lì...”

Contro l’afasia della memoria. Intervista a Paolo Nori

Contro l’afasia della memoria. Intervista a Paolo Nori

Noi la farem la vendetta di Paolo Nori vince il Pozzale, il premio letterario nato dalla lotta partigiana. ‟Volevo fare un romanzo sulla violenza dello Stato, e a Reggio Emilia, nel ’60, mi sembra ci sia stata una dimostrazione esemplare di brutalità, stupidità e mancanza di misericordia. E dato che al processo sono stati assolti tutti con motivazioni ridicole e che tra i miei coetanei, anche qui in Emilia, di questo episodio non sapeva niente nessuno, o quasi, ma anche dato che - io per primo - ci meravigliamo quando succedono le cose che son successe a Genova nel 2001”.

Nel calcolo del benessere, mettiamoci sentimento. Intervista a Luca De Biase

Nel calcolo del benessere, mettiamoci sentimento. Intervista a Luca De Biase

L’economia si è stancata dell’uomo a una dimensione. Oltre al consumatore c’è di più. Perché al fatto che i soldi facciano la felicità - una volta assicurati vitto e alloggio, beninteso - non crede più nessuno. Luca De Biase e il suo Economia della felicità...

‟Il bene sostituito dalla fama. Perciò dicono: Erika ti adoro”. Intervista a Umberto Galimberti

‟Il bene sostituito dalla fama. Perciò dicono: Erika ti adoro”. Intervista a Umberto Galimberti

L’eroe negativo che conquista copertine patinate e cuori di adolescenti non nasce da una recente alchimia che come tale, per magia, potrebbe pure scomparire. Al contrario è il frutto di un’enorme trasformazione antropologica determinata dalla combinazione tra 50 anni di televisione, dieci di Internet e quella logica del mercato che governa il mondo occidentale. E’ l’analisi degli sconcertanti fatti di questi giorni compiuta da Umberto Galimberti, filosofo e psicoanalista che da poco ha consegnato alle stampe la sua ultima fatica (L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani) che con questi scenari si confronta.