Silvia Di Natale presenta Vicolo verde

Silvia Di Natale presenta Vicolo verde

‟Mi protegge, il vicoletto, dai ricordi, senza sottrarmeli: sono tutti qui, ammucchiati dentro, non ne ho perduto nessuno.” L’eroica quotidianità di una donna che deve conciliare speranze e destino, sentimenti e aspirazioni, progetti e fantasmi del passato.

Morten Ramsland presenta Testa di cane

Morten Ramsland presenta Testa di cane

‟Testa di cane è il nome della creatura immaginaria con cui la sorella maggiore di Asger, il narratore, terrorizza il fratellino. Il bambino crede che questo personaggio abiti sotto le scale che portano alla cantina nella casa dei suoi genitori. Ma all’età di undici anni per lui la creatura immaginaria si trasforma in una visione spaventosa strettamente legata alla convinzione di aver ucciso la zia ritardata. Narrando la storia della sua famiglia, Asger si confronta con il senso di colpa e di vergogna per l’‟omicidio”. Torna a casa per guardare negli occhi Testa di cane, perciò il romanzo ha questo titolo. Non stiamo parlando dunque del personaggio di una tela di Egon Olsen e non ci sono riferimenti all’insulto con cui spesso i bambini danesi si scherniscono tra loro.”

Torna a casa Metz. Intervista a Claudio Piersanti

Torna a casa Metz. Intervista a Claudio Piersanti

Il protagonista del nuovo romanzo di Claudio Persanti, Il ritorno a casa di Enrico Metz è un avvocato di mezza età che ha amministrato società importanti. Sfiorato da uno scandalo finanziario, lascia Milano e torna a vivere nella sua città natale. Qui, tra le brume di un borgo padano mai nominato scopre che allontanarsi dal proprio passato è più difficile di quel che pensasse. Ma Metz non cede e scivola in un'esistenza sempre piu ritirata. Un'apparente sconfitta delle ambizioni che è insieme riscoperta degli affetti e lento avvicinarsi alla morte.

Distaccarsi dalla vita e averne una seconda. Intervista a Claudio Piersanti

Distaccarsi dalla vita e averne una seconda. Intervista a Claudio Piersanti

‟Quando lavoravo nelle industrie, in ruoli molto meno importanti di quelli che descrivo nel libro, ho chiesto a diversi industriali: sarebbe possibile, per un uomo di talento, iniziare e sviluppare un grande progetto industriale senza appartenere organicamente in qualche modo al sistema politico-economico dominante (partiti e banche)? L'esempio più banale è il famoso garage in cui due ragazzini hanno fondato la Microsoft. Mi hanno risposto tutti senza esitare: no, non sarebbe assolutamente possibile. L'invasività dei partiti rappresenta il nostro limite maggiore: anziche stimolare talenti li schiaccia, li uniforma, li umilia. Quanti sono stati i veri industriali italiani del dopoguerra? Quattro, cinque, non di più. L'individuo, con i suoi diritti e la sua libertà di agire nel mondo, è il grande assente della nostra cultura.”