Il mondo sotto il segno del consenso di Pechino. Intervista a Giovanni Arrighi

Il mondo sotto il segno del consenso di Pechino. Intervista a Giovanni Arrighi

All'esistenza del grande casinò dell'economia mondiale Giovanni Arrighi non crede proprio. È uno studioso che ha sempre tenuto alla dimensione storica, ‟processuale”, dei fenomeni sociali e economici. Nel suo ultimo libro, in uscita per Feltrinelli con il titolo Adam Smith a Pechino, lo studioso italiano, docente alla John Hopkins University e direttore del Fernand Braudel Centre, propone una analisi del capitalismo storico tanto affascinante, quanto da discutere. La sua tesi è che il centro dell'economia mondiale si è spostato a Pechino, mentre gli Stati Uniti continuano il loro lento, ma inesorabile declino. Una tesi ‟partigiana”, che discute criticamente a distanza con quanti, come il geografo marxista David Harvey o Naomi Klein, considerano fondamentale dare una sistemazione teorica al ciclone neoliberista, considerato da Arrighi solo una parentesi, a differenza di quanti lo hanno considerato come un modello sociale la cui comprensione aiuterebbe a capire le tendenze nello sviluppo economico capitalistico.

Daniel Kehlmann, il tedesco che ha battuto Harry Potter

Daniel Kehlmann, il tedesco che ha battuto Harry Potter

‟Lo humor deriva dal contrasto tra l’ordine e il caos, cioè si ottiene un effetto divertente quando di fronte al caos del mondo si trova qualcuno che lo vuole ordinare e capire”. Intervista a Daniel Kehlmann, autore del romanzo La misura del mondo che in Germania ha superato nelle classifiche Harry Potter.

‟Parlo del caos”. Intervista a Daniel Kehlmann

‟Parlo del caos”. Intervista a Daniel Kehlmann

Daniel Kehlmann racconta com'è nato il suo bestseller La misura del mondo, che in Germania ha venduto più di Harry Potter, e analizza il rapporto fra letteratura e scienza.
"Mi sono sempre interessato di scienze e non ho mai capito la repulsione di altri artisti. Se fossi stato più bravo in matematica, forse avrei addirittura studiato fisica; purtroppo a scuola sbagliavo sempre i calcoli. Le avventure più appassionanti dello spirito umano oggi avvengono nelle scienze".

"Fondamentalista è chi si nega al dialogo". Amos Oz sull’invito a boicottare la Fiera del Libro di Torino.

"Fondamentalista è chi si nega al dialogo". Amos Oz sull’invito a boicottare la Fiera del Libro di Torino.

La voce di Oz è pacata e solida come sempre: non si scompone di mezzo tono. A dispetto della vita relativamente movimentata di questo periodo, a dispetto degli ‟scottanti” argomenti di cui si chiacchiera. Non è freddo aplomb, il suo. Non è neppure indifferenza. Amos Oz non è minimamente turbato dal polverone intorno alla Fiera di Torino, per ragioni più serie e profonde.