Se il Messico si alleasse con la Russia, magari ospitando i Mig e puntando missili a pochi chilometri dalla California, che cosa potrebbero fare e dire gli Stati Uniti, se non considerarlo un atto gravemente ostile? E dunque, come è possibile pensare che l’Ucraina entri a far parte della Nato, senza che la Russia si consideri legittimamente in pericolo?
Basta un mediocre giocatore di Risiko per capire che qualcosa davvero non quadra negli equilibri del mondo. L’amico Putin non è un fulgido esempio di democrazia, ma quando cerca di scrollarsi di torno il petulante accerchiamento americano si limita a fare la più banale delle constatazioni geografiche: che ci fanno gli americani a pochi metri dai miei confini, e a molte migliaia di chilometri da casa loro? Perfino nell’egemonia mondiale, perfino nell’imperio della superpotenza economica, militare, politica, dovrebbe esserci una qualche misura: quanto basta, diciamo così, per non dare nell’occhio più del necessario. Gli Stati Uniti quella misura devono averla perduta una decina o una ventina di guerre fa. Come aiutarli a ritrovarla è uno dei problemi urgenti dell’umanità.

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