Podcast: “Le stanze del male” di Piergiorgio Pulixi
La serie: Piergiorgio Pulixi, autore di romanzi noir, indaga le diverse sfaccettature del male attraverso le parole di chi, per destino o per mestiere, deve farci i conti tutti i...
“Tutta la letteratura statunitense viene da un libro di Mark Twain” Ernest Hemingway
Mark Twain è stato un autore dissacrante, sempre arguto e ironico nei confronti dei codici morali e delle convenzioni che strutturano le consuetudini tradizionali di vita. Nelle storie qui raccolte – scritte nel suo periodo creativo più fertile, dal 1863 al 1895 – la sua verve umoristica e polemica diventa assoluta protagonista. Ed ecco in rapida sequenza: i consigli spregiudicati a bambini e bambine, gli approcci irriverenti alla retorica sui “Padri della Patria” e la graffiante ironia nei confronti della religione e del perbenismo. Ma anche il ribaltamento di trame edulcorate e moraleggianti, cattivi che hanno successo e buoni che falliscono miseramente, un mondo civile e politico messo alla berlina a volte in maniera macabra. Per non parlare poi delle riflessioni al vetriolo sull’ansia di rispettabilità, sull’ipocrisia diffusa, sulla filosofia della “legge e ordine” e degli aspri attacchi al razzismo della società americana… Quella che risuona con vigore in questi racconti è la voce di grande attualità e fuori da ogni schema di Twain: un salutare antidoto ai luoghi comuni e al razzismo. Un grande scrittore libertario.
Samuel Langhorne Clemens (Florida, Missouri, 1835 - Redding, Connecticut, 1910) si affermò come giornalista con lo pseudonimo di Mark Twain. Trascorse gran parte della sua vita in viaggio come inviato …