Descrizione

“Nei suoi occhi c’erano sguardi affascinanti, come il corruscare di un’esistenza procellosa pieno di attrattive”

Il romanzo che, a detta di Verga, doveva essere consegnato per la stampa “assolutamente agli editori di Milano” uscì per i tipi Treves nel 1873: fin da subito fu un successo e uno scandalo. Articolato su più livelli narrativi, Eva offre il ritratto dell’artista nell’Italia unita agli albori della civiltà urbano-borghese. Con note di febbrile concitazione melodrammatica, il pittore Enrico Lanti rievoca le sue avventure d’amore e d’arte, sullo sfondo della “civiltà delle Banche e delle Imprese industriali”. Al centro del romanzo si staglia il profilo inedito e sorprendente di Eva, una ballerina dal fascino radioso e impudico che proclama con limpida voce: “Una donna non è che come vuol essere”. Una figura femminile che, per arditezza spregiudicata, confligge non solo con le tante silhouettes sbiadite della nostra letteratura romantico-sentimentale e le femmes fatales dei racconti fantastici della Scapigliatura, ma anche con le protagoniste della produzione del Verga verista. Eva colpisce per la schiettezza borghesemente moderna dei suoi discorsi e comportamenti: e così, nella Milano della Belle époque, riscatta con le sue scelte di autonomia e libertà la malasorte delle tante traviate che, nei libri o sulle scene teatrali, redimevano con il sacrificio e la morte un’esistenza da “peccatrici”.

 

Conosci l’autore

Giovanni Verga

Giovanni Verga nasce a Catania nel 1840, da una famiglia di proprietari terrieri di Vizzini. Si iscrive nel 1858 alla facoltà di Giurisprudenza, ma senza portare a termine gli studi. Si dedica invece precocemente alla letteratura e alla pubblicistica: compone fra il 1856 e il 1861 due romanzi, Amore e patria, rimasto inedito, e I carbonari della montagna, stampato a proprie spese.
Nel 1863 pubblica il romanzo Sulle lagune in una rivista fiorentina e a Firenze si reca nel suo primo viaggio importante, nel 1865. Nel 1866 esce Una peccatrice e nel 1871 Storia di una capinera, il suo primo vero successo di pubblico. Intanto soggiorna sempre più a lungo a Firenze, dove frequenta l'ambiente intellettuale. Dal 1872 si stabilisce a Milano, con qualche breve ritorno in Sicilia, ma intraprende anche viaggi all'estero, a Parigi, a Londra e in Germania. È il periodo di più intensa attività compositiva: dai romanzi Eva, Tigre reale, Eros, ai primi esperimenti di realismo con Nedda (1874) e altre novelle.
La grande stagione creativa verghiana dura circa dieci anni, dal 1880 al 1889, comprendendo fra l'altro le raccolte Vita dei campi, Novelle rusticane, Per le vie, e i romanzi I Malavoglia, Mastro-don Gesualdo, primi due del progettato ciclo dei Vinti, che l'autore non riuscì tuttavia a proseguire (sono rimaste solo poche pagine del terzo romanzo previsto, La duchessa di Leyra). Risale a questo periodo anche il maggior successo teatrale, la trasposizione della novella Cavalleria rusticana, che andò in scena a Torino nel 1884.
Dal 1893 ritorna a dimorare a Catania. Comincia a diradarsi la composizione letteraria: escono ancora alcune raccolte di novelle e qualche opera teatrale, fra cui la più rilevante è Dal tuo al mio (1903). Conduce per anni una vita appartata, finendo con l'essere dimenticato. Soltanto nel 1920 viene pubblicamente festeggiato per gli ottant'anni e nominato senatore. Muore nel 1922. Feltrinelli ha pubblicato nei “Classici” Novelle (1992, 2013), I Malavoglia (1993), Mastro don Gesualdo (1995) e Storia di una capinera (2011).

 


 

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Febbraio, 2020
Collana: 
Universale Economica I Classici
Pagine: 
128
Prezzo: 
8,00€
ISBN: 
9788807903564
Genere: 
Tascabili 
Curatore: 
Giovanna Rosa