Descrizione

Il fascino della visione di Keynes nasce dalla ricchezza di un pensiero capace di ricollocare l’economia in un vivo dialogo con la storia, la politica, la società,  la filosofia. Keynes è stato il pensatore di un’epoca di crisi profonda. La Grande guerra, il crollo di Wall Street nel 1929, la Seconda guerra mondiale segnano drammaticamente il suo tempo. E la forza del suo messaggio non sta solo nell’offrire una spiegazione convincente delle cause storiche e politiche di quella stagione devastante. Sta nel rifiutare di rassegnarsi, nel continuare a cercare soluzioni concrete e sperimentabili, nel riaffermare l’idea scandalosa secondo cui la scienza economica non deve mirare al bene dei mercati ma al bene dell’umanità.
Dopo Keynes la scienza economica sembra di nuovo avere perso di vista questa sua ragion d’essere non solo economica. Oggi tocca di nuovo a una crisi violentissima, di cui non vediamo la fine, il compito di riaprirci gli occhi sulla verità dell’economia. Viene meno ogni illusione circa le presunte virtù della “mano invisibile”, che avrebbe dovuto condurre i mercati a uno spontaneo equilibrio e le ricchezze a un’armoniosa ridistribuzione. La “mano visibile” della politica torna ad apparire come un ragionevole e necessario contrappeso alla cieca autonomia dei mercati. E nel quadro di questo grande dibattito che va imponendosi con sempre più forza e necessità, Keynes torna a essere una guida indispensabile, per il nostro presente e il nostro futuro.

Oggi sembriamo aver dimenticato tutto ciò che Keynes ci aveva insegnato. Che il capitalismo non è perfetto ma è perfettibile. Che lo Stato non è necessariamente la panacea ma può essere la soluzione di alcuni problemi. Che l’azione collettiva non è necessariamente negativa ma può essere positiva. Che non bisogna essere rassegnati e pessimisti perché rassegnati e pessimisti vuol dire conservatori nell’animo. Giorgio La Malfa

 

Recensioni d'autore

  • La riflessione sulla "qualità sociale dell'economia" e sulla "natura dei consumi" della nostra civiltà.

  • Lo studioso che ha radicalmente innovato il pensiero economico e che adesso torna d'attualità, proprio in tempi di crisi, per riflettere sugli strumenti dell'intervento pubblico di fronte alle carenze dei mercati.

  • Ben più di un testo divulgativo sul pensiero del grande economista ma un vero e proprio saggio di politica.

  • Il messaggio di Keynes, vissuto in un'epoca di buio (la Guerra e la crisi del 1929), è che un'economia di mercato ha bisogno di essere stabilizzata da appropriate politiche monetarie e fiscali.

  • Assai attuale analisi.

  • Secondo La Malfa... lo spartiacque che separara destra e sinistra oggi in Europa è l'adesione alle politiche keynesiane.

  • Lo consiglio anche per chi non ha dimistichezza con la "scienza triste".

Conosci l’autore

Giorgio La Malfa

Giorgio La Malfa (Milano, 1939) ha insegnato Economia politica e Politica economica nelle università di Napoli, Milano, Torino, Catania. Dal 1972 è stato deputato al Parlamento italiano per il Partito Repubblicano, di cui è stato segretario e poi presidente. È stato più volte ministro e deputato al Parlamento europeo. Collabora con varie testate giornalistiche. Ha curato due raccolte di scritti di John Maynard Keynes: Sono un liberale? (Adelphi, 2010) e Le mie prime convinzioni (Adelphi, 2012). All’economista inglese ha dedicato un primo libro alcuni anni fa: Keynes (Luiss University Press, 2006). Ha scritto una serie di saggi sull'Europa: L'Europa legata. I rischi dell'euro (Rizzoli, 2000); L'Europa in pericolo. La crisi dell'euro (Passigli, 2011), Hopes Betrayed: the Future of the Euro (Aspenia 2015). Per Feltrinelli ha pubblicato Cuccia e il segreto di Mediobanca (2014) e John Maynard Keynes (2015).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Agosto, 2015
Collana: 
Eredi
Pagine: 
128
Prezzo: 
11,00€
ISBN: 
9788807227035
Genere: 
Saggistica