Descrizione

L’ombra e la grazia si possono considerare categorie esistenziali, metafore, per esprimere la dignità ferita e quella salvata. L’ombra è l’altra faccia della luce, come la pesantezza lo è della grazia. Vi è qualcosa di misterioso in tale intrinseca relazione tra lacrime e sorrisi, tra tristezza dell’anima e apertura alla speranza, a cui Eugenio Borgna presta attento ascolto e dà voce, riflettendo sulla dignità della persona, sul suo valore, nelle sue varie declinazioni, umbratili e luminose. La dignità è un valore etico fondamentale ed è la fonte dei diritti umani, tuttavia è stata crudelmente lacerata nel corso della storia, non ultima da quella psichiatria che ha distinto le vite degne di essere vissute da quelle che non lo sarebbero. Il problema del rispetto dell’altro si ripropone nell’ambito della cura, al centro della quale sta la fragilità del malato, fisico o psichico, esposto alla sofferenza della malattia e all’angoscia della morte. Il discorso sulla dignità non concerne solo l’aspetto doloroso dell’ombra, riguarda anche l’attesa del futuro e dell’ignoto. Le attese altrui vanno riconosciute e rispettate, per non fare al prossimo quanto non vorremmo fosse fatto a noi. Siano esse le attese di chi sta male o di chi per qualche ragione sia vulnerabile, occorre rispettarne la fragilità e la sensibilità, le quali non potranno proteggere la dignità dai colpi inferti dalla vita, ma consentono una più acuta e umana comprensione del lato oscuro dell’essere, della parte invisibile delle cose, dando insieme risposta al bisogno di accoglienza delle persone. Queste dovrebbero essere sempre considerate degne di gentilezza d’animo e di mitezza, di ascolto e di condivisione della loro gioia, e della loro sofferenza. Nella consapevolezza che negli abissi dell’anima si scorge il senso profondo del nostro destino.

Recensioni d'autore

  • Uomo e medico capace di un ascolto straordinario, percorre con assorta attenzione quella regione dell'anima come al confine tra l'ombra e la grazia.

  • In queste pagine appassionate, coinvolgenti, del corpo ferito dalla malattia si parla innanzitutto come dell'espressione di un'intimità dell'anima oltraggiata dalla perdita della fiducia e della speranza.

  • Eugenio Borgna oltre che grande psichiatra è un umanista nel senso autentico del termine. In questo magnifico saggio egli indaga i fondamenti etici della dignità umana, riflette sui modi in cui si è curati, analizza i fenomeni del dolore e della malattia. L'autore si china sulla fragilità del malato, fisico e psichico, per raggiungere "una più umana comprensione del lato oscuro dell'essere".

Conosci l’autore

Eugenio Borgna

Eugenio Borgna è primario emerito di Psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara e libero docente in Clinica delle malattie nervose e mentali presso l’Università di Milano. Con Feltrinelli ha pubblicato: I conflitti del conoscere. Strutture del sapere ed esperienza della follia (1988), Malinconia (1992), Come se finisse il mondo. Il senso dell’esperienza schizofrenica (1995), Le figure dell’ansia (1997), Noi siamo un colloquio. Gli orizzonti della conoscenza e della cura in psichiatria (1999), L’arcipelago delle emozioni (2001), Le intermittenze del cuore (2003), L’attesa e la speranza (2005), Come in uno specchio oscuramente (2007), Nei luoghi perduti della follia (2008), Le emozioni ferite (2009), La solitudine dell’anima (2011), Di armonia risuona e di follia (2012), La dignità ferita (2013), Il tempo e la vita (2015), L'indicibile tenerezza (2016) e Le passioni fragili (2017); con Einaudi: Elogio della depressione (con Aldo Bonomi, 2011), La fragilità che è in noi (2014), Parlarsi: la comunicazione perduta (2015) e Responsabilità e speranza (2016).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Novembre, 2013
Collana: 
Campi Del Sapere
Pagine: 
240
Prezzo: 
17,00€
ISBN: 
9788807104985
Genere: 
Saggistica, Università