Descrizione

Ombre. Le ombre dei cerri sull’Appennino tosco-romagnolo. L’ombra della Linea Gotica. Le ombre che coprono gli spostamenti dei partigiani, nascosti nei boschi e pronti a sferrare l’attacco definitivo contro gli occupanti. Sono i giorni decisivi che seguono l’otto settembre ’43. L’Italia è un paese allo sbando. Si combatte per mettere fine a un conflitto. E si combatte casa per casa, paese per paese. I destini di molti si incrociano. Il romanzo fa perno intorno alla vicenda di Solidea e Rinaldo e al loro amore. Che è appena cominciato quando lui entra nelle fila partigiane, e lei deve difendersi dall’ingiuria della violenza: catturata dai fascisti, per salvarsi la vita, Solidea diventa l’amante di un ufficiale tedesco. La storia di Solidea e Rinaldo, destinata a drammatici sviluppi, si incrocia con quella di altre coppie (Passatore, capo partigiano, e la sua impavida compagna Zoraide, la timida Ortensia e il soldato russo Sergej) e con quella di Don Alvaro messo di fronte a una drastica decisione per poter salvare i ragazzi dell’orfanotrofio dalla vendetta e dalla rabbia della guerra. I personaggi si moltiplicano su una scena apparentemente circoscritta che, come nei poemi antichi, diventa il mondo e finisce con il contenere tutte le storie che il mondo produce quando è ferito dalla guerra. E sono storie di rappresaglie, di sacrifici, di spie, di coraggio e di tradimenti, storie dove di volta in volta spiccano il sangue (che macchia – anche simbolicamente – il verde dei campi), la pietà dei vinti e la rabbia che nutre il sogno di un nuovo paese libero. E infatti L’ombra del cerro è soprattutto una storia di speranza. La speranza di un futuro migliore, di un paese in cui le generazioni che verranno potranno ricostruire liberamente e in pace.
Con il tono epico-lirico del suo Kuraj, Silvia Di Natale, è abilissima nel cucire le storie che si accavallano contro il fondale documentatissimo della guerra partigiana. E sono soprattutto storie di donne, donne capaci di combattere, di tenere le fila del proprio destino, di fare i conti con la storia e di cambiarla.

Premi e Riconoscimenti

  • 2006 - Premio Grinzane Cavour - Sez. narrativa italiana - Premio Grinzane Cavour - Sez. narrativa italiana
  • 2007 - Finalista Premio Letterario Chianti - Finalista Premio Letterario Chianti
  • 2007 - Premio Francesco Serantini - Premio Francesco Serantini

Conosci l’autore

Silvia Di Natale

Silvia Di Natale nasce a Genova nel 1951 e si trasferisce nel 1975 in Germania, prima a Monaco, dove insegna nei corsi per lavoratori italiani ed è assistente alla cattedra di Sociologia dei paesi in via di sviluppo, poi a Ratisbona. Come sociologa ha condotto ricerche sui braccianti dell’Andalusia, sui pastori sardi e sull’aggressività giovanile. Ha fatto ricerca all’Università di Monaco, Ratisbona e Hildesheim ed è stata presidente del "Consiglio degli stranieri" del comune di Ratisbona. È nota anche come scultrice: dopo aver lavorato con marmo, terracotta e bronzo passa al legno e ottiene riconoscimenti con una serie di mostre (l’ultima, Parole nel legno, è dedicata alla guerra nel Kosovo). Attualmente vive tra Ratisbona e Sestino, in provincia di Arezzo. Con Feltrinelli ha pubblicato i romanzi Kuraj (2000), che ha avuto varie traduzioni all’estero, Il giardino del luppolo (2004), L’ombra del cerro (2005, premio letterario Francesco Serantini), Vicolo verde (2008), Millevite. Viaggio in Colombia (2012) e, nella collana digitale Zoom, La ragazza che si dissolse nell’aria (2012) e El amorcito di Estrella (2013).

Scopri di più >>

Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Ottobre, 2005
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
355
Prezzo: 
16,00€
ISBN: 
9788807016875
Genere: 
Narrativa