Descrizione

Le tribolate vicende di questo romanzo, ambientato tra il Pakistan e l’Afghanistan invaso dagli americani dopo l’11 settembre, si snodano sullo sfondo di un giardino incantato, come ad assorbire la violenza di ciò che accade intorno, contrapponendo l’innocenza della natura alla crudeltà degli uomini e alle loro guerre insensate. Il giardino appartiene al vecchio Rohan, saggio e devoto musulmano che ha costruito un’oasi di pace nella città pachistana di Heer – una scuola aperta ad allievi di ogni credo religioso – nel tentativo di allargare gli orizzonti di giovani altrimenti facili prede del fondamentalismo islamico nelle madrasse. Ma le speranze di Rohan di porre un freno alle violenze della guerra che infuria oltreconfine saranno tragicamente deluse: i suoi stessi figli, Jeo e Mikal – partiti in segreto per l’Afghanistan per contribuire alla liberazione del paese dalla tirannia talebana –, vengono rapiti dai fondamentalisti e costretti a partecipare alla jihad, a combattere contro il popolo che avrebbero voluto difendere. Mentre Rohan pota le rose del giardino, Jeo viene ucciso e Mikal è venduto agli americani dal signore della guerra che lo ha catturato. Dopo essere stato internato in un campo di prigionia americano, il giovane cercherà di fuggire attraverso il deserto afghano. 
Note a margine di una sconfitta è soprattutto la lotta fra due mali: da una parte, il fondamentalismo di ogni credo; dall’altra, l’imperialismo camuffato da democrazia. Nessun bene trionfa, alla fine. C’è solo una condanna senza appello in un panorama di crudeltà diffusa, dove l’unica vittima è il popolo afghano e tutti gli altri, dai talebani agli americani, ai signori della guerra, sono carnefici.

Recensioni d'autore

  • Un romanziere che mette in scena l'attualità più scottante (e si ispira ad altri scrittori come V. S. Naipaul, Salman Rushdie, Afzal Amhed Syed), ma non sucita alcun sospetto di calcolo, giacché consente una piena compenetrazione tra stile e materia narrata. Semmai, nel caso di Aslam, il sospetto che può sorgere è quello opposto: che la prosa cristallina, l'accuratissimo montaggio di scene, le citazioni coraniche, il virtuosistico contrappunto tra brani lirici e descrizioni tecniche concorrano a estetizzare una sofferenza ancora troppo vivida per essere stata metabolizzata.

Conosci l’autore

Nadeem Aslam

Nadeem Aslam (1966), figlio di un poeta e produttore cinematografico, è nato in Pakistan e dall’età di quattordici anni vive in Inghilterra. Ha frequentato l’Università di Manchester che ha però lasciato prima di laurearsi per mettersi a scrivere il suo primo romanzo, Season of the Rainbirds, apparso nel 1993, con il quale ha vinto prestigiosi premi. Ha trascorso poi i successivi undici anni impegnato nella stesura di Mappe per amanti smarriti, tradotto in una decina di lingue, edito nel 2004 da Feltrinelli che pubblica anche La veglia inutile (2008) e Note a margine di una sconfitta (2014).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Gennaio, 2014
Collana: 
I Narratori
Pagine: 
400
Prezzo: 
19,50€
ISBN: 
9788807030796
Genere: 
Narrativa 
Traduttore: 
Delfina Vezzoli