Il ritorno del padre. Nei romanzi

Il ritorno del padre. Nei romanzi

‟Le immagini dei genitori, più che i genitori stessi, restano dei fantasmi con cui bisogna fare i conti. Ogni persona è una specie di territorio di conflitto tra due immagini. Siamo il luogo di fusione di due individui con storie, sessi, sensibilità diverse. E ogni volta ciascuno di noi deve mettere ordine in questa confusione. Quando noi raccontiamo i rapporti con il padre e con la madre è come se cercassimo di ordinare prima di tutto la nostra natura di organismi in cui si incontrano figure diverse…. Sicuramente la famiglia è un luogo di conflitto. perché è lì che si sperimenta per la prima volta la vita. Il conflitto con il padre e la madre è l'origine di tutti gli scontri che avremo in futuro con il mondo. In passato questo veniva nascosto, represso: oggi guardiamo più lucidamente i rapporti all'interno della famiglia, e ci pare che questa stia sempre più perdendo pezzi. In realtà l’istituto familiare è un organismo in evoluzione, in un momento in cui i cambiamenti sono violentissimi”.

Erri De Luca: ‟Dio parla agli umili e recita loro poesie”.

Erri De Luca: ‟Dio parla agli umili e recita loro poesie”.

‟Il pastore è il primo depositario della rivelazione. Pastore è il povero Abele, il primo ucciso. Ma pastore è Abramo, l'eletto che viene spostato da casa sua con il moto imperioso della chiamata e che va a "infettare" del monoteismo le terre che attraverserà. Pastore è Mosè; pastore è Davide. Insomma, il pastore è la figura dell'Antico Testamento, colui che è chiamato a rispondere e ad ascoltare le parole della rivelazione. Il Nuovo Testamento invece non ha più bisogno di pastori: improvvisamente si occupa di pescatori. Anche perchè l'intento del cristianesimo è quello di poter realizzare una grande retata di anime… Il lavoro manuale ha dignità soltanto se viene pagato e debitamente onorato. Molti lavori manuali, che magari vengono fatti a basso costo sfruttando le persone in maniera schiacciante, non costituiscono dignità. Semmai la tolgono. Il lavoro manuale è il modo con cui, di generazione in generazione, la gran parte dell’umanità si è sostenuta. Ma, di per sé, non ha dignità se non corrisponde a un salario, a un trattamento umano, a una possibilità di far vivere una persona e la sua famiglia.”

Due cuori un rifugio. Il matrimonio secondo Umberto Galimberti

Due cuori un rifugio. Il matrimonio secondo Umberto Galimberti

‟Il matrimonio non è più la bella istituzione sociale che è stato, con il suo progetto di sostegno e protezione reciproca. Nella società della Tecnica io sono costretto a essere un funzionario d'apparato. A recitare secondo azioni prescritte: in banca, all'università, in te1evisione. L'ultimo spazio espressivo rimasto è il mondo delle passioni: lì posso essere, esprimere me stesso. Ma mi muovo ancora al livello primitivo… Il matrimonio oggi è qualcosa di vocazionale. Per funzionare deve regolarsi sull'azione. Dal sentire all’agire. Devi essere capace di costruire l'altro come se fosse un'opera d'arte, un'opera di creazione. Se la tua passione è la creazione, com'è passione lo scrivere, il dipingere, allora sposati.”

Roberto Mussapi legge Benito Cereno

Roberto Mussapi legge Benito Cereno

Benito Cereno è una grande e tragica avventura di mare, è un racconto denso di suspence e tensione, è una vicenda disperata che rivela l'aspetto buio, profondo dell'umanità, sempre adombrato dalla superficie del mare. Ma è anche il dramma dell'inesplicabile mistero che lega l'uomo alla natura, la messa in scena dell'impotenza umana sotto la cappa plumbea della bonaccia. Una lettura di Roberto Mussapi.