La Commedia riscritta e illustrata. Intervista a Francesco Altan
È come se larga parte dell´Italia che conta si fosse data appuntamento nell´al di là. In quel mondo impalpabile che Dante aveva con immensa dottrina e maestria ridisegnato e una coppia talentosa che risponde al nome di Altan e di Roberto Piumini ha reinventato. Con gusto, a volte con perfidia, più spesso con amarezza. Ne è venuto fuori un libretto singolare, un pamphlet visivo e poetico, aggressivo e comico. E già si possono immaginare le proteste, non tanto degli esclusi di questa Italia dei potenti, quanto degli inclusi, di coloro che per non seguire "virtude e conoscenza" sono finiti nell´inferno dei dannati. E che inferno: merda e tormenti. Così la strana coppia se l´è immaginato. Piumini gli ha dato le terzine - quasi un apocrifo dantesco, sospeso tra disperazione e divertimento - e Altan, le cui tavole riassumono una personalissima immagine dell´inferno, gli ha prestato il suo mondo. Ma niente Cipputi, niente lavoratori con l´ombrello infilato in quel posto, niente pensionati che filosofeggiano rassegnati sulle panchine. Ma solo i potenti: gli eroi mediatici dell´Italia di questi anni bui. Giornalisti, avvocati, politici, imprenditori, soubrette, accomunati dal narcisismo, dalla volgarità, dal cinismo e dalla banalità. A guardare questa galleria di impressionanti ritratti viene fatto di pensare che i cattivi hanno vinto e i buoni si sono ritagliati uno spazio troppo esiguo per avere ancora una voce, per essere in qualche modo determinanti. Intendiamoci, Piumini e Altan uno sguardo in paradiso lo hanno buttato. Ma le "anime" che vi svolazzano sono poche.
Intervista a Roberto Piumini su La nuova Commedia illustrata da Altan
‟L’idea è nata qualche anno fa. La rivista Avvenimenti’, mi aveva chiesto di realizzare una rubrica destinata ai bambini. Volendo fare giochi diversi, proposi una cosa in poesia rivolta, però, agli adulti. L’idea fu accettata e feci ‟La poesia in pratica”, in cui c’erano vari pezzi, il principale dei quali era un frammento sulla falsariga della Commedia, che all’inizio feci per puro divertimento. Mi piacque farlo e, poiché fece divertire tanto la redazione, decisi di continuare. La cosa durò per un anno, poi finì, come tutto finisce e mi rimasero un certo numero di frammenti, che non corrispondono a quelli del libro, - la maggior parte dei frammenti che poi sono confluiti nel libro sono quelli che, come si dice, erano rimasti nel cassetto – e la convinzione che valesse la pena continuare il gioco, renderlo più completo e , magari, arricchirlo con dei disegni forti e spiritosi. Ho pensato,allora, di telefonare a Francesco Altan, che è un amico col quale abbiamo fatto parecchie cose insieme nel meraviglioso, stimolante campo della letteratura dell’infanzia… la cosa è quindi nata così…”
Diavolo di un Altan. Un’intervista a proposito de La nuova Commedia
Ci sono cumuli, fiotti, strepitose montagne di merda, nel remake della Divina Commedia scritto da Roberto Piumini e illustrato da Altan. Con un bel po' di gente, ovviamente, a mollo nel ribollente letamaio. Facce arcinote; Milosevic, Bossi, Agnelli, Vespa, Sgarbi, Alba Parietti e Vanna Marchi, Baget Bozzo e Michael Jackson, Andreotti, Taormina, Emilio Fede... Nostri contemporanei, spediti con giocosa rabbia all'inferno, proprio come Dante ci schiaffò i suoi, di contemporanei. E la primissima cosa che viene in mente, tra le tante possibili sfogliando le 160 pagine del libro, è che ci volevano uno scrittore per bambini e un disegnatore che per i bambini lavora da sempre, per arrivare a tanta schietta, naturale ferocia espressiva. Inferno e Paradiso per essere concepiti richiedono una visione molto poco bipartisan. Si deve essere faziosi come padre Dante, e decisi nello smistare le anime di qui o di là, senza se e senza ma. Senza pudori nell'invettiva, senza remare nell'aggiornare il fetido catalogo delle colpe e delle dannazioni; entrano il genocidio, lo stupro della democrazia, il leccaculaggio dei potenti "col grufo lordo di merdagna", la corruzione, la pornografia dei sentimenti in tv. E senza ipocrisie, perché nel gioco (serissimo) dei buoni e dei cattivi urge avere una moralità a prova di sfumature, in bianco e nero come il tratto di Altan.
Bijan Zarmandili e Seyed Farian Sabahi su La grande casa di Monirrieh
L'autore Bijan Zarmandili e Seyed Farian Sabahi, giornalista, già docente di Storia dell’Iran contemporaneo all’Università di Ginevra, presentano La grande casa di Monirrieh. Un dibattito e un reading. L'evento è stato registrato il 18 ottobre 2004 a Milano, presso la libreria Feltrinelli di P.zza Piemonte.