Descrizione

Esistono diverse biografie di Joyce. Quel che manca è una storia. Questo libro parla di una vita, e di come le esperienze fatte, le parole dette o scritte e gli incontri casuali inneschino nella nostra mente pensieri e connessioni, e in quella degli artisti grandi intuizioni estetiche ed esistenziali.
Fu Joyce a scrivere nel Finnegans Wake una meravigliosa parola inventata: beogrefright. Sta chiaramente per biography, ma contiene anche il virus della paura, dello spavento (fright), e quello del male nella fantasia fanciullesca: ogre, ovvero “orco”. Una biografia, infatti, come una storia, nel saper evocare quelle forze occulte che rendono possibile il miracolo della transustanziazione di esistenze in inchiostro, può, o anzi deve, anche spaventare. Perché la nostra vita non è inchiostro, ma il nostro ricordo, il ricordo di noi stessi, in certi casi lo diventerà. E questa cosa può far paura. Esiste una via d’accesso abissale, eppure rivelatrice, alla vita di Joyce e alla trasformazione di quei percorsi oscuri nella sua opera: sono i sette mesi e sette giorni tormentati che trascorse a Roma. Da qui si può ricostruire il filo sotterraneo e segreto dei misteri del più grande scrittore occidentale del Novecento. Si coglie la scintilla da cui ebbe origine l’Ulisse. Prendono vita i personaggi e gli episodi da cui scaturirono le paure e le ossessioni che attraversano tutto il romanzo. Ci si imbatte in una serie di straordinarie rivelazioni sull’identità del modello di Bloom. Si tocca da vicino la nascita dell’interesse per il socialismo e l’anarchismo, che portano nelle opere un forte afflato antitotalitario.
Una nuova narrazione di pochi mesi misteriosi ma fondamentali per accedere al segreto della vita e dell’opera di Joyce.

Sono passati cento anni da quando uscì l’Ulisse. Qui, per la prima volta, si affronta il buco nero della vita di Joyce: i sette mesi e sette giorni che trascorse a Roma. Un periodo abissale e oscuro, che spiega molti misteri dello scrittore, a partire dalla scintilla che diede origine al più grande romanzo del Novecento.

Recensioni d'autore

  • "Su tutti i vivi e i morti" non è allora una semplice biografia del periodo trascorso da Joyce a Roma, perché leggendo il libro sembra piuttosto di assistere all ' esplosione di una biografia.

  • Esistono poche persone viventi che conoscono James Joyce come Terrinoni.

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  • Un libro che colma una lacuna importante negli studi (anche i più dettagliati) sulla vita di Joyce.

  • Colma un fondamentale buco nero nella vita dell'autore.

  • Pregevole.

Conosci l’autore

Enrico Terrinoni

Enrico Terrinoni è professore associato di Letteratura inglese all’Università per Stranieri di Perugia. È autore di numerose monografie, tra cui James Joyce e la fine del romanzo (Carocci editore 2015) e Occult Joyce. The Hidden in Ulysses (Cambridge Scholars Publishing 2007). Tra le sue tante traduzioni ricordiamo l’Ulisse di James Joyce con Carlo Bigazzi (Newton Compton 2012) e il Finnegans Wake con Fabio Pedone (Mondadori, in traduzione). Per Feltrinelli ha curato i “Classici” La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne (2014) e Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master (2018, Premio Von Rezzori per la traduzione 2019), nella collana esclusivamente digitale Zoom Flash Tre storie di Stephen Dædalus di James Joyce (2015).

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Extra

Dettagli

Marchio: 
FELTRINELLI
Data d’uscita: 
Gennaio, 2022
Collana: 
Varia
Pagine: 
224
Prezzo: 
19,00€
ISBN: 
9788807493157
Genere: 
Saggistica, Varia