L'editoriale della rivista svizzera "du", numero monografico dedicato a GGF

Per l’Italia del dopoguerra, la vita di questo figlio dell’alta borghesia può essere considerata pari a poche altre. In ogni sua azione, Giangiacomo Feltrinelli percorre la via dell’antifascismo radicale. Dopo la morte del padre (1934) vive con la madre e le sorelle in un lussuoso isolamento, dal quale fugge all’età di 16 anni per aderire alla resistenza contro i tedeschi. Pochi anni dopo, fonda a Milano la sua casa editrice.
Come editore, egli è però tutt’altro che un trasognato filantropo. Con molto intuito e altrettanto rigore imprenditoriale porta in pochi anni la sua impresa al successo su scala mondiale. Come intellettuale, il suo impegno in tal senso è di una rara indipendenza. In pochi anni costituisce una delle biblioteche sul movimento operaio più importanti al mondo. Quando, nel 1957, pubblica Il Dottor Zivago di Boris Pasternak, è ancora membro del Partito comunista italiano (Pci). Il percorso di questa pubblicazione è un vero e proprio giallo.
Feltrinelli consegue successi analoghi nel 1958 con Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, nel 1962 con il Tropico del Cancro di Henry Miller e con Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez e il Diario di Ernesto Che Guevara nel 1968. E da Feltrinelli appaiono le prime traduzioni di opere degli svizzeri Max Frisch e Friedrich Dürrenmatt. La nascita delle sue numerose librerie è caratterizzata da uno stile di marketing mai visto. Feltrinelli sa sfruttare con successo i rituali della pop art e della cultura giovanile. La sua casa editrice diventa il centro del dibattito politico e sociale.
Verso la fine degli anni sessanta, le posizioni politiche di Giangiacomo Feltrinelli si radicalizzano sempre più; l’uomo diventa inquieto, viaggia in tutto il mondo per discorsi e manifestazioni, sempre nel nome dell’antimperialismo e della giustizia. Denuncia il pericolo di una presa di potere fascista in Italia. Poi scompare.
Il 14 marzo 1972 viene ritrovato morto ai piedi di un traliccio dell’alta tensione con 15 candelotti di dinamite. Feltrinelli un terrorista? Assassinato? Vittima di un incidente?

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