Visti "I tre moschettieri" in tv. Tenerezza e ammirazione per tutte quelle regole di cappa e spada, duelli leali, onore alla parola data e l´intero repertorio di romanticherie. L´esatto contrario, direi, del brutto e ipocrita scaricabarile attorno ai fatti di Napoli, con manifestanti che nascondono la mano con la quale lanciarono il sasso e piagnucolano per le botte ricevute, e poliziotti che pestano e insultano le ragazzine e travestono quel sommo disonore da "senso dello Stato". Può capitare di menare le mani, i conflitti sociali sono sempre a rischio di violenza: ma dopo, quando si tratta di contare i feriti e fare qualche bilancio, ci vorrebbe un po´ più di dignità e di lealtà. Ecco, lealtà: sapere che quando si va allo scontro di piazza, come alcune frange dei no global vogliono e fanno, poi, se qualcuno si fa male, non è sempre colpa del "nemico". E sapere, per contro, che quando si indossa una divisa ci sono regole ferree da rispettare. Nei duelli ci si offende e ferisce. Il senno di poi non può essere così querimonioso e vile. Ognuno è responsabile delle armi che sfodera: si rivedano qualche buon film di cappa e spada, i violenti delle due fazioni, e la prossima volta tutto andrà meglio.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

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