Ho sentito raccontare che nel Paese del Pirlimpimpim c'era un Tizio molto potente che presentava i sintomi di una grave malattia.
Quel Paese, fra l'altro, non era estraneo a devastanti epidemie, che avevano affettato buona parte della popolazione.
E le autorità sanitarie del Paese cominciarono a preoccuparsi che questo Tizio, con i sintomi che presentava (ragionamenti strampalati, deliri gioiosi, ululi minacciosi, parole ringhiose, fiato pesante, giallo d'itterizia, pratiche igieniche sospette eccetera), contagiasse la popolazione intera, visto che si ostinava a girare per il Paese bevendo alle fontane pubbliche, facendo pic-nic sui prati della comunità e lasciando gli avanzi in giro.
Così gli dissero: gentile signor Tizio, tu sarai un tizio importante, ma i tuoi sintomi destano preoccupazione; ti invitiamo perciò a fare le necessarie analisi presso la locale Asl, dove tutti gli altri cittadini come te vengono a sottoporsi alle analisi quando presentano sintomi analoghi ai tuoi.
A quel punto il Tizio si arrabbiò di brutto, e cominciò ad urlare che lui era sano, sanissimo, e che nessuna autorità sanitaria aveva ragione di dubitare dei suoi sintomi.
I medici con pazienza gli fecero arrivare un avviso a casa, dove gli si diceva che magari era sano come un pesce, ma che se non gli dispiaceva, dati i sintomi, doveva anche lui passare la regolare visita medica.
E allora quel Tizio si arrabbiò ancora di più e cominciò ad urlare che lui di quei medici non si fidava, e neppure delle strutture sanitarie di quella Asl, che lui era un Tizio speciale, specialissimo, e per i Tizi speciali specialissimi come lui ci voleva una Asl fatta apposta, con radiografie speciali, tac speciali, risonanze magnetiche speciali, prelievi di sangue speciali, urino-culture speciali e perfino copro-culture speciali, perché anche la sua pipì e la sua popò erano speciali. E siccome il Tizio aveva una grande Fattoria, la più grande del Paese del Pirlimpimpim, la famosa Factory, con tanti fattori alle sue dipendenze, e i fattori avevano tanti caporali alle loro dipendenze, i caporali tanti manovali e attacchini alle loro dipendenze,mandò a tappezzare tutto il Paese del Pirlimpimpim di editti e manifesti in cui si sosteneva che non era il signor Tizio che era malato, ma era malato il sistema sanitario.
E tutti i cittadini del Pirlimpimpim dovettero convincersi che nonostante quegli allarmanti sintomi il signor Tizio era sano come un pesce. E se qualcuno per caso non si convinceva il signor Tizio sapeva trovare anche mezzi più convincenti dei manifesti, grazie ai fattori, caporali, manovali e stallieri di cui disponeva la sua enorme Factory. Efu così che nel Paese del Pirlimpimpim furono distrutte le sospette strutture sanitarie, la popolazione capì che le epidemie sono mali nient'affatto passeggeri ma necessari e il signor Tizio, sempre più trionfalmente giallo, ma che ormai aveva addomesticato anche gli imbecilli, campò fino a cent'anni, facendo capire al mondo che se uno è malato la cosa migliore è prendersela con la Salute.
Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi

Antonio Tabucchi (Pisa, 1943 - Lisbona, 2012) ha pubblicato Piazza d’Italia (Milano, 1975), Il piccolo naviglio (Milano, 1978), Il gioco del rovescio (Milano, 1981), Donna di Porto Pim (Palermo, 1983), Notturno indiano (Palermo, 1984), I volatili del Beato Angelico (Palermo, 1987), Sogni di sogni (Palermo, 1992), Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa (Palermo, 1994), Marconi, se ben mi ricordo (Roma, 1997), La gastrite di Platone (Palermo, 1998), Racconti con figure (Palermo, 2011) e, con Feltrinelli, Piccoli equivoci senza importanza (1985), Il filo dell’orizzonte (1986), I dialoghi mancati (1988; nuova edizione che comprende anche Marconi, se ben mi ricordo, 2019), la nuova edizione de Il gioco del rovescio (1988), Un baule pieno di gente (1990, nuova edizione 2019), L’angelo nero (1991), Requiem (1992), la riedizione di Piazza d’Italia (1993), Sostiene Pereira (1994, premio Viareggio-Rèpaci, premio Campiello, premio Scanno, premio dei Lettori e Prix Européen Jean Monnet), La testa perduta di Damasceno Monteiro (1997), Gli Zingari e il Rinascimento. Vivere da Rom a Firenze (1999), Si sta facendo sempre più tardi (2001, Prix France Culture 2002), Autobiografie altrui (2003), Tristano muore (2004, miglior libro dell’anno secondo la rivista francese “Lire”), Racconti (2005), L’oca al passo (2006), Il tempo invecchia in fretta (2009), Viaggi e altri viaggi (2010), la riedizione de Il piccolo naviglio (2011), Romanzi (2012), Di tutto resta un poco (2013), Per Isabel (2013). Ha curato l’edizione italiana dell’opera di Fernando Pessoa e ha tradotto le poesie di Carlos Drummond De Andrade (Sentimento del mondo, Torino, 1987). Ha ricevuto il Prix Médicis étranger e il Prix Européen de la Littérature in Francia;

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