«Non sai resistere? Lui o lei insiste? Che brutta storia di inganni e di ricatti! Non ti ama, chi ti tratta così!». «Ricordati che sono la stabilità dell´unione e la fedeltà reciproca le due armi davvero vincenti contro l´Aids». «L´amore ha bisogno di tempo! Non confondere l´amore con l´attrazione sessuale!». No, non è un corso prematrimoniale per fidanzati cattolici. Non è un parroco che parla (i parroci sono molto più avanzati).
Sono precetti contenuti in un libretto anti-Aids da distribuire nelle scuole (concepito da ben due ministeri, Sanità e Pubblica Istruzione) che ha fatto letteralmente imbufalire esperti e associazioni che da anni si battono per la prevenzione. I concetti-cardine della desolante operina sono l´invito alla castità e l´esortazione mielosa a cercare «il vero amore» (a quattordici anni?!), resistendo impavidamente alle corrive tentazioni del sesso. Se possibile (e pareva davvero impossibile) questo opuscolo riesce a segnare un passo indietro perfino nell´esitante cammino delle campagne pubbliche fin qui dedicate alla lotta contro la malattia. I due distratti accenni al preservativo affogano in un mare di moralismo e sessuofobia, con un impatto sulla realtà affettiva e relazionale degli adolescenti italiani di oggi che è pari a meno di zero. Proporre a ragazzine e ragazzini, come scudo contro l´infezione, la paziente attesa del «vero amore», non è solo ridicolo, non è solo uno spreco di carta e di denaro, è anche indice di una pericolosa e colpevole diserzione di fronte a un´emergenza sanitaria. I predicozzi sulle «coccole» come sublimazione del sesso (sì, c´è anche questo, nello scellerato libello), in un contesto promiscuo e sessualmente curioso come l´adolescenza, non possono che screditare il pulpito dal quale ci si affaccia. Ed essendo, questo pulpito, l´autorità dello Stato, ci si chiede se sia più presuntuoso o più sventato utilizzarlo per distribuire paternali a chi avrebbe necessità di informazioni scientifiche e di istruzioni sanitarie.
Lo zelo confessionale, in qualunque parola o atto riconducibile alle istituzioni, è già più che discutibile, perché discrimina opinioni e scelte di milioni di cittadini. Ma in una campagna anti-Aids diventa intollerabile, perché rimuove il problema urgente e reale (la prevenzione applicata ai costumi sessuali così come sono) e propone l´improbabile e non condiviso rimedio dell´astinenza come soluzione principale. Tocca concludere che di queste cose si discute, da molti anni, invano. E che il clima politico e culturale del paese favorisce l´arrocco protervo del tradizionalismo bigotto, probabilmente minoritario anche nel mondo cattolico, ma in grado di moltiplicare i suoi pulpiti.
Libertino nell´oleografia pubblicitaria e televisiva, bacchettone e familista in molti dei suoi atti pubblici, il mondo degli adulti offre agli adolescenti un´immagine del tutto schizofrenica. Il sesso campeggia ovunque, seduttivo e consumista, indiscriminato e invasivo, ma il tandem Moratti-Sirchia invita i giovani alla castità. Speriamo che i nostri figli abbiano altre fonti alle quale attingere razionalità e buon senso. Crescere in una società crapulona ma sotto un governo reazionario non dev´essere il massimo, come bussola.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>