I rettori dell´università italiana hanno deciso all´unanimità di dimettersi dal loro incarico per protestare contro i tagli dei finanziamenti che la legge finanziaria prevede per l´università. Senza soldi, l´università chiude, perché non è più in grado di garantire insegnamento, ricerca e servizi, nonostante l´aumento delle tasse, avvenuto progressivamente dopo l´introduzione dell´autonomia dell´università, e l´aumento medio del 10 per cento con punte del 20 per cento delle domande di iscrizione all´università.
Ma allora l´università è un fallimento? No, se è vero che la produttività per ricercatore in Italia è superiore a quella degli Stati Uniti e comunque tra le prime in Europa come testimonia, ad esempio, per le facoltà scientifiche, il numero dei brevetti, e come risulta per tutte le facoltà dal rapporto studenti-docenti che in Italia è tra i più alti d´Europa.
Dopo la sollevazione dei rettori, che non sanno come chiudere i bilanci per la quasi totalità in passivo e come garantire il funzionamento dell´università da qui a due anni, ieri il ministro dell´Economia Giulio Tremonti ha definito "intempestiva" la posizione assunta dai rettori, dal momento che il disegno di legge finanziaria non è stato ancora definitivamente approvato, per cui ancora si può intervenire con un "adeguato stanziamento" senza che ne venga precisato l´ammontare. Dal che si deduce che senza la protesta dei rettori questo "adeguato stanziamento" non sarebbe mai stato preso in considerazione e verificheremo a giorni se ci sarà e quanto sarà.
In gioco c´è dunque la sopravvivenza dell´università italiana: l´adeguamento degli stanziamenti, come ci ricorda Piero Tosi, presidente della Conferenza dei rettori delle università, "costa annualmente l´equivalente di trenta chilometri di autostrada in pianura". Questi soldi, il governo (che nel suo patto televisivo con gli italiani ha promesso, per bocca del suo presidente del Consiglio, di risolvere tutti i problemi autostradali d´Italia compreso il ponte sullo Stretto di Messina) non li sa trovare e, senza la protesta dei rettori, non si sarebbe neppure messo a cercarli, rivelando così a chiare lettere la sua intenzione, se non politica, certo di fatto, di affossare l´università. Ciò significa, lo capiscono tutti, arretramento culturale del paese, fine della ricerca e mancata formazione della futura classe dirigente, già oggi in declino, come qualche giorno fa denunciava persino Luca Cordero di Montezemolo.
E così l´arretramento industriale del paese denunciato dal presidente Ciampi e dalle classifiche compilate dalle agenzie internazionali che vedono retrocessa l´Italia di numerose posizioni (per non parlare della crisi Fiat che è drammaticamente sotto gli occhi di tutti) si aggiunge l´arretramento culturale del paese cui abbiamo assistito dopo l´introduzione dall´alto della riforma universitaria.
Questa riforma ha ridotto di un anno il conseguimento del diploma di laurea e di molto la quantità e la qualità degli studi per piegarli a quella logica di crediti e di debiti, buoni forse per ottenere un prestito in banca, ma del tutto estranei a valori quali la competenza raggiunta nei propri studi, la formazione della personalità, l´autovalorizzazione, il riconoscimento che (come già ricordavo nel mio articolo "Se muore l´università") sono valori che appartengono a un´altra economia che non è l´economia aziendale, dove ciò che conta è solo il profitto, l´accumulo di crediti e la parziale remissione dei debiti.
Eppure, ce lo ricorda il presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane, sembra che per la formazione dei giovani e per la ricerca si stiano cercando, in alternativa all´università, "altre vie basate soprattutto sulla cultura dell´impresa". L´impresa, lo ricordano tutti, è una delle tre "i" che il nostro presidente del Consiglio aveva indicato, accanto a "Internet" e a "inglese", come programma per la riforma dell´istruzione in Italia, ignorando che non è possibile aziendalizzare il sapere, non è possibile codificarlo per decreto ministeriale senza neppure interpellare i produttori di questo sapere che sono i professori universitari, oggi ridotti a impiegati della didattica creditizia con tempi ridottissimi per la ricerca.
Non è possibile calare tutto questo dall´alto come un nuovo codice della strada con l´istituzione di targhe e libretti di circolazione, dimenticando che lo studente non è un veicolo, che il professore non è un sorvegliante del traffico, e soprattutto che il sapere non è una strada molto trafficata. E che comunque l´università non è un´azienda che rilascia patenti di guida.
Oggi con i tagli drastici previsti dalla legge finanziaria si obbliga il sistema universitario a chiudere, come dicono i rettori, entro due o tre anni, a meno che le università, come le aziende, non trovino i soldi sul mercato. Ma qui occorre ricordare che il mercato è sensibile alla ricerca applicata che dà un immediato profitto, ma per nulla a quella di base che si svolge solo all´università e che, anche se è da tutti riconosciuta nella sua essenzialità, è troppo costosa per il mercato e non produce profitti immediati. In questo modo saremo completamente dipendenti dall´estero e dovremo importare tutto quello che qui in Italia non abbiamo trovato perché non abbiamo cercato.
Una volta a rivendicare il diritto allo studio erano gli studenti, oggi insieme a loro sono i rettori, i presidi e i professori. Non più quindi un´utenza contro un´istituzione, ma l´istituzione stessa, quella universitaria che denuncia il suo prossimo collasso, con tutto quello che può significare per un paese la fine dell´università in ordine al sapere e alla formazione dei giovani, che, come avviene nei paesi in via di sviluppo, saranno costretti a emigrare per acquisire quelle competenze che in Italia, se si procede di questo passo, non si troveranno più.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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