Pubblichiamo alcune pagine di un saggio di intitolato "Riflessioni sul regime staliniano" contenuto nella rivista "Ventunesimo secolo" (Luiss University Press). In occasione dell´uscita del numero monografico, si terrà nel pomeriggio di oggi alla Luiss (viale Pola, 12 Roma) un seminario dal titolo "Stalin cinquant´anni dopo". Intervengono, tra gli altri, Vittorio Strada e Victor Zaslavsky
Uno dei pazienti nella Divisione cancro di Aleksandr Solzenitsyn è un funzionario locale del partito, che comincia ogni giornata con un´attenta lettura dell´editoriale della Pravda. Sta aspettando un´operazione e le sue possibilità di sopravvivenza sono in bilico - e tuttavia ogni giorno, e fino alla consegna alla divisione del successivo numero della Pravda con un nuovo editoriale, non ha nessuna ragione di preoccuparsi; sa esattamente che cosa fare, che cosa dire e come dirlo e su quali argomenti mantenere il silenzio. Nelle questioni più importanti, nelle scelte che contano davvero, ha il conforto della certezza: non può sbagliare.
Gli editoriali della Pravda possono cambiare di tono da un giorno all´altro. Nomi e compiti solo ieri sulla bocca di tutti possono diventare tabù il giorno dopo. Azioni giuste e corrette il giorno prima possono essere sbagliate e abominevoli oggi, mentre atti ieri impensabili ora possono essere obbligatori. Ma non vi è alcun momento nel quale la differenza tra giusto e sbagliato, tra ciò che è obbligatorio e ciò che è proibito non sia chiara. Se solo ascolti e segui ciò che hai udito, non puoi commettere errori. Poiché, come Ludwig Wittgenstein indicò, "capire" significa sapere come procedere - tu sei al sicuro, protetto da ogni malinteso. E la tua sicurezza è nel Partito e in Stalin, il suo leader.
(...) Nel film di Michail Caureli Il giuramento, il personaggio principale - una Madre russa, la personificazione dell´intera nazione russa che combatte valorosamente, lavora duro, ama Stalin e ne è ricambiata - visita un giorno Stalin e gli domanda di far cessare la guerra; il popolo russo ha sofferto moltissimo, dice, ha sopportato sacrifici davvero orribili, tantissime donne hanno perduto i mariti, moltissimi bambini hanno perduto i padri - si deve mettere fine a tutto questo dolore... Stalin risponde: sì, Madre, è giunto il tempo di far cessare la guerra. E mette fine alla guerra.
(...) Le due storie contribuiscono a far luce sul segreto del potere di Stalin sulle menti e i cuori dei suoi sudditi. Ma non lo svelano completamente. La grande domanda lasciata senza risposta, anzi neanche fatta, è la seguente: perché il bisogno di rassicurazione dei sudditi era tanto schiacciante da spingerli a sacrificare le loro menti e a provare gratitudine per l´accettazione del loro sacrificio? Senza alcun dubbio, perché qualcosa diventi il supremo bisogno, desiderio e sogno, deve prima di tutto mancare. Deve essere stata smarrita o rubata.
Per chiarire il mistero del potere terreno e umano, Michail Bachtin, uno dei massimi filosofi russi del secolo scorso, cominciò dalla descrizione della "paura cosmica". (...) Bachtin suggerisce che la paura cosmica è usata da tutti i sistemi religiosi. L´immagine di Dio, il supremo sovrano dell´universo e dei suoi abitanti, è modellata sulla base del familiare sentimento di paura, vulnerabilità e angoscia di fronte all´impenetrabile e irrimediabile incertezza. Bisogna, tuttavia, sottolineare che quando viene rimodellata da una dottrina religiosa, la primitiva e primordiale paura cosmica subisce una decisiva trasformazione
Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman

Zygmunt Bauman (1925-2017) è stato professore emerito di Sociologia nelle università di Leeds e Varsavia. Tra le sue più importanti opere in italiano: Modernità e Olocausto (il Mulino, 1992), Il teatro dell’immortalità: mortalità, immortalità e altre strategie di vita (il Mulino, 1995), Le sfide dell’etica (Feltrinelli, 1996), La società dell’incertezza (il Mulino, 1999), Dentro la globalizzazione: le conseguenze sulle persone (Laterza, 1999), La solitudine del cittadino globale (Feltrinelli, 2000), Voglia di comunità (Laterza, 2001), Il disagio della postmodernità (Bruno Mondadori, 2002), Modernità liquida (Laterza, 2002), Intervista sull’identità (Laterza, 2003), La società sotto assedio (Laterza, 2003), Amore liquido: sulla fragilità degli affetti (Laterza, 2004), Vite di scarto (Laterza, 2005), L’Europa è un’avventura (Laterza, 2006), Modus vivendi: inferno e utopia del mondo liquido (Laterza, 2007), Paura liquida (Laterza, 2008), Consumo, dunque sono (Laterza, 2008), L’arte della vita (Laterza, 2009), Vite di corsa (il Mulino, 2009), Capitalismo parassitario (Laterza, 2009), L’etica in un mondo di consumatori (Laterza, 2010), Modernità e ambivalenza (Bollati Boringhieri, 2010), Lo spettro dei barbari. Adesso e allora (Bevivino, 2010), Vite che non possiamo permetterci. Conversazioni con Citlali Rovirosa-Madrazo (Laterza, 2011), Il buio del postmoderno (Aliberti, 2011), Communitas. Uguali e diversi nella società liquida (a cura di Carlo Bordoni, Aliberti, 2013), Le sorgenti del male (Edizioni Erikson, 2013) e Il demone della paura (Laterza-Editoriale L’Espresso, 2014).

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