Non è un’insinuazione quella di Amnesty International, ma un vero e proprio allarme: sono crollati i diritti umani nel mondo dopo il crollo delle Twin Towers a New York . Un allarme che ieri è rimbalzato da Londra a Parigi, da Parigi a a Roma. Veniva presentato in contemporanea il rapporto annuale dell’organizzazione ed è stata Irene Khan, segretario generale di Amnesty, a lanciare le accuse più precise: "Da quando gli Stati Uniti hanno dichiarato guerra al terrorismo il mondo è diventato un luogo meno sicuro. I diritti umani vengono calpestati facilmente e le norme internazionali impunemente violate". Il dito viene puntato su Stati Uniti e Gran Bretagna, prima di tutto: dopo l’11 settembre hanno introdotto molte leggi in aperta violazione dei diritti umani. Ma ci sono anche paesi come l’Egitto e la Cina: a loro è bastato riesumare vecchie leggi o rafforzarne di già esistenti per andare contro i diritti delle persone. E il primo esempio contenuto nel rapporto è la gestione del campo di Guantanamo Bay con gli oltre 600 prigionieri catturati durante la guerra in Afghanistan: "Hanno continuato ad essere trattenute in questa base statunitense senza essere incriminate e senza poter avere assistenza legale". Dopo l’Afghanistan l’Iraq. Marco Bertotto, presidente della sezione italiana di Amnesty, non ha dubbi: "Dopo la guerra in Iraq si stanno creando nel mondo piccole Guantanamo, campi di prigionìa all’estero senza rispetto dei diritti". Non solo: "Non ha senso parlare di post-conflitto in Iraq, perché la verità è che a Bagdad la guerra non è finita, è ancora in atto il secondo tempo del conflitto".
Gli osservatori di Amnesty International sono certi: gli abitanti del pianeta non vivevano in una tale situazione di incertezza dai tempi della Guerra Fredda. Di più: secondo Irene Khan oggi "i grandi sostenitori dei diritti umani nel corso della Guerra Fredda oggi hanno fatto marcia indietro nei loro paesi e hanno anche incoraggiato altri paesi a farlo".
Non è un panorama felice quello disegnato dal rapporto 2003 di Amnesty: dalla Colombia ad Israele, dall’Africa alla Cecenia i diritti umani sembrano un optional . Ci sono bacchettate anche per l’Italia, a cominciare dagli eccessi di violenza da parte delle forze dell’ordine, soprattutto per il G-8 a Genova e il Global Forum di Napoli. Ma il rapporto di Amnesty ci critica anche per le carceri sovraffollate e per i maltrattamenti e le discriminazioni ai danni degli stranieri.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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