Agricoltura transgenica: basta con i pregiudizi, diamo finalmente la parola alla scienza.
Mais Le pannocchie brevettate della Nonsanto sono immuni dai parassiti e dai grumi della polenta. Contraggono però la peste suina, e nelle notti di plenilunio grugniscono. Quest´ultimo inconveniente sarà prossimamente risolto accorciando sensibilmente il Dna. I ripetuti interventi dei tecnici della Nonsanto lo avevano infatti allungato a dismisura: solo per srotolarlo tutto è stato necessario affittare la pista di Indianapolis. Per ridurlo a dimensioni ragionevoli, tagliando le sequenze meno convincenti, sono stati convocati da Hollywood i montatori dell´ultimo film di Michael Cimino.
Mais 2 La Mabuse Products, principale concorrente della Nonsanto, sta studiando da una ventina d´anni, con un investimento di 40 miliardi di dollari, nuove pannocchie autoreggenti, che non cadono dallo stelo. Il responsabile del progetto si è tolto la vita dopo avere scoperto che anche le pannocchie normali non cadono dallo stelo.
Mais 3 Ma è dalla Corea del Sud che potrebbe arrivare il mais più rivoluzionario. Dotato di speciali sensori e di robusti peduncoli, il mais coreano è in grado di scegliere autonomamente il terreno più adatto per la semina, e giunto a maturazione va da solo al consorzio agrario più vicino, discute il prezzo all´ingrosso, si insacchetta disciplinatamente e richiama l´attenzione del cliente cantando un gingle. Smette di rompere i coglioni solo quando è stato digerito.
Soia La soia transgenica non ha controindicazioni: non fa male alla salute, ha altissimo contenuto nutrizionale e costa meno della soia normale. C´è un solo problema: ha lo stesso sapore di cotone idrofilo pressato della soia tradizionale, e può essere consumata solo da soggetti sotto ipnosi o dalla clientela dei ristoranti cinesi. I principali centri di ricerca hanno provato a manipolare il Dna della soia, ma neppure inserendo nitroglicerina, salsiccia e dentrifricio mentolato sono riusciti a dare un qualche sapore allo sventurato cereale. Preoccupano anche i recenti tumulti tra capi di bestiame di mezzo mondo, che rifiutano i mangimi alla soia. Eccetto le galline, che li usano per decorare le uova.
Carote La carota Nonsanto, studiata nella galleria del vento e dotata di linee slanciate e armoniose, finalmente prive di protuberanze, sta entusiasmando gli orticoltori del pianeta. "È fantastica", dichiara Jeremy O´Hara, dell´Ohio, "la guardo per ore e non mi stanco mai. Il sapore? Beh, fa piuttosto schifo. Ma chi la mangerebbe mai? È troppo faticoso sfilarle i collant". Visibile anche online, sui principali siti porno.
Melanzane Quelle della Nonsanto sono già alla parmigiana: le sementi vengono vendute con la teglia omaggio. La diretta concorrente, la Magoo Corporation, risponde con le melanzane che non stingono, per un investimento di 100 miliardi di dollari. Il mercato mondiale della melanzana è però di un solo miliardo annuo, e limitato alla Grecia. Per ovviare all´inconveniente e recuperare l´investimento, la Magoo, con l´appoggio dell´amministrazione Bush, sta lavorando sul mercato africano per sostituire l´allattamento al seno con le melanzane sottaceto.
Lupini Il lupino viene consumato solo al cinema e solo dagli anziani, ai quali ricorda l´infanzia. Nonostante questa collocazione di nicchia, le principali aziende biotec stanno lavorando su nuovi modelli di lupino per multisale, diversificati a seconda del genere. Al sangue per gli horror, al rimmel per le commedie sentimentali, al rutto per i film con Boldi e De Sica.
Zucca Impossibile manipolarne ulteriormente il Dna: le zucche sono biotec dall´alba dei tempi. In Veneto ci sono contadini che le ibridano ingravidandole direttamente. In Basilicata, una zucca di 48 chili è diventata assessore. Famose le zucche integrali di Ponza, che prendono il sole senza costume, e quelle integraliste di Algeri.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

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