"Questi robot stanno già aiutando la gente" spiega Takanori Shibata, esperto di sistemi intelligenti dell'Istituto Nazionale di Tecnologie e Scienze Industriali Avanzate di Tokyo. È lui il "papà" di Paro, il robot-cucciolo di foca utilizzato come strumento per la terapia psicologica negli ospedali pediatrici e nelle case di riposo per anziani.
Dottor Shibata, come viene migliorato il benessere delle persone attraverso un robot come PARO?
"Abbiamo usato Paro con i bambini ospedalizzati, quelli con gravi carenze immunitarie, o con bambini autistici. È quella che noi chiamiamo la Robot-Assisted Terapy, la terapia assistita dai robot. I risultati sono stati straordinari. Abbiamo visto sorridere bambini che non lo avevano mai fatto prima di prendere in braccio Paro. Per loro è come un cucciolo, ma è anche un giocattolo. Questo robot è dotato di raffinati sensori e ha un pelo antisettico, apre gli occhi, oscilla la testa, muove le pinne. Ha una temperatura costante di 30 gradi. Se lo si chiama, si gira. Se gli si tocca il naso, fa una espressione come se si schernisse, se gli si tocca i baffi, si scosta. Suscita tenerezza, ma permette di non essere sorpresi dai comportamenti negativi dell'animale vero".
Avete usato la Robot-Assisted Terapy anche con gli anziani?
"Sì, in una casa di cura britannica. Un gruppo di anziani non autosufficiente ha sperimentato Paro e dall'esame delle urine abbiamo visto che il loro stress diminuiva. Una signora che aveva subito un infarto ha chiesto di dormire con Paro e si è sentita meglio".
Perché usare i robot, quando esiste la pet terapy, cioè esperienze consoplidate di terapia fatta con gli animali veri?
"C'è innanzitutto un motivo pratico. In molti ospedali e case di riposo, specialmente in Giappone, è proibito l'ingresso di animali e occorrerebbe quindi cambiare i regolamenti, perdere molto tempo. Inoltre, gli animali veri sporcano, muoiono e sono difficili da trovare. Dove prendo una foca viva, come faccio a mantenerla? Questo è il motivo per cui a mio parere l'uso di questi robot di compagnia avrà un futuro. Specialmente nel nostro paese: molti giapponesi vivono in appartamenti così piccoli da non poter ospitare nessun essere vivente, a parte gli umani. Così, per chi desidera un animale il robot è la soluzione migliore".
Romeo Bassoli

Romeo Bassoli

Romeo Bassoli (1954-2013), giornalista, ha fondato la pagina scientifica de “l’Unità” e ne è stato responsabile per anni. Ha diretto l’ufficio comunicazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Oltre ai numerosi saggi di divulgazione scientifica (tra i più recenti, A caccia del Bosone di Higgs, scritto con Luciano Maiani), ha curato una raccolta di fiabe per bambini (Fiabe dalle Asturie, Editori Riuniti, 1989). Con Eva Benelli ha realizzato una ricerca internazionale sulla condizione degli adolescenti (I nuovi adolescenti, Editori Riuniti, 1995). Per Feltrinelli ha pubblicato Portiamo anche i bambini (1997).

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