Il lutto di Stato e di popolo per gli italiani massacrati a Nassiriya ha lasciato comprensibilmente sullo sfondo i 24 morti e 300 feriti negli attentati alle due sinagoghe di Istanbul. Là gli ebrei sono stati colpiti in quanto tali. E se l’Italia è ormai bersaglio di attentati, gli italiani ebrei, gli ebrei in quanto tali, hanno una paura raddoppiata: perché ebrei e perché in Italia. Perché noi ebrei siamo «complici» in quanto tali, non già della politica dei governi israeliani (su cui per altro siamo divisi) ma dell’esistenza stessa di Israele, che il terrorismo islamista considera colpa radicale.
Siamo anche allarmati di certe tesi che vedendo nella guerra preventiva di Bush il pericolo principale, tollerano o addirittura simpatizzano con il suo antagonista più ambiguo, l’integralismo islamista, micidiale forza regressiva e reazionaria.
Dunque gli ebrei hanno paura; paura di andare il sabato mattina in sinagoga, alla lettura della Torà, paura di portarvi i bambini. La paura degli ebrei in quanto tali è una notizia dalla quale corriamo il rischio di non lasciarci più impressionare. Non pretendiamo che gli ebrei vengano considerati più vittime degli altri, per via della loro tragedia nel XX secolo; ma invitiamo a riflettere su questa nuova paura degli ebrei; invitiamo tutti a compiere un atto di solidarietà, raccogliendoci nelle sinagoghe sabato 22 novembre alle ore 10, non credenti e credenti, cristiani, islamici e di ogni altra fede e convinzione laica o religiosa che vedono nella minaccia terroristica contro qualcuno una minaccia rivolta alla vita, alla libertà, alla dignità di tutti.
Sarà il benvenuto chi con spirito di condivisione verrà in sinagoga sabato 22 novembre, alla lettura e commento del passo biblico Haié Sarà (Vita di Sara), Gen 23-24-25
Stefano Levi della Torre

Stefano Levi della Torre

Stefano Levi Della Torre (Torino, 1942), pittore e saggista, vive a Milano e insegna alla Facoltà di Architettura del Politecnico. Ha pubblicato: Mosaico. Attualità e inattualità degli ebrei (Rosenberg e Sellier 1994), Essere fuori luogo. Il dilemma ebraico tra diaspora e ritorno (Donzelli 1995, premio Pozzale-Luigi Russo 1995) ed Errare e perseverare. Ambiguità di un giubileo (Donzelli 2000).

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