L´imbarazzante (e improbabile) soluzione che il Cda Rai ha escogitato, illudendosi di risolvere con un surgelatore il caso Guzzanti, ha riaperto l´eterno dibattito sui confini tra satira e censura. Ma ha anche fatto passare in secondo piano un episodio che non merita affatto di essere dimenticato. Per sette giorni, infatti, abbiamo aspettato che qualcuno rispondesse, che qualcuno smentisse, che qualcuno correggesse le clamorose dichiarazioni di Daniele Luttazzi. Ma nessuno, dalla Rai, lo ha fatto. Dunque dobbiamo credere che le cose siano andate come ha raccontato il comico venerdì scorso. Dobbiamo pensare che davvero qualcuno abbia tagliato, cancellato e in qualche caso addirittura aggiustato la maggior parte delle sue battute sui politici, durante i suoi 12 minuti a "Cinquanta" (RaiTre, lunedì 10 alle 21).
E´ stata tagliata la satira sul ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, fondata - come ha riferito Luttazzi - sulla seguente battuta: "Appena eletto ministro va al Tg1 a dichiarare che nelle Finanziaria c´è un buco da 60mila miliardi. Il Fondo monetario internazionale indaga e dice che non è vero. Allora Ciampi convoca Tremonti e gli chiede spiegazioni: Tremonti, quanto fa 7 per 8?". E´ stata cancellata l´ironia a doppio taglio sul ministro delle Comunicazioni e sulle reti di Berlusconi: "All´annuncio della Legge Gasparri i titoli Mediaset in borsa sono schizzati subito verso l´alto. A Mediaset gli affari vanno talmente bene che stanno pensando di aprire la partita Iva". E´ stata corretta - diciamo così - la battuta sul leader della Margherita, "Vi presento Rutelli, forse non tutti sapete chi è", sforbiciando il finale che diceva "se guardate il Tg1".
Ecco perché lo show di Luttazzi che abbiamo visto ci era parso incolore e insapore. L´avevano, come si dice, sforbiciato un po´. Nulla di nuovo sotto il sole: purtroppo. Lo stesso Luttazzi, rivelando i tagli, ha detto che in fondo se l´aspettava. Due o tre cosette restano però misteriose, almeno per noi. Perché un comico che ha subìto due anni di esilio dal video (sperando che la pena non sia più lunga) accetta di tornare a fare satira politica alla Rai senza avere nessuna garanzia sui tagli che subirà? Perché ha aspettato quattro giorni, prima di rivelare una censura così pesante, anziché farlo il martedì mattina? Perché Pippo Baudo - dopo averlo meritoriamente invitato a "Cinquanta" sfidando l´editto bulgaro del Cavaliere ? ha cassato così brutalmente le più belle battute del suo ospite? E infine, come gli è venuto in mente di censurare l´intervento di un ospite che era stato chiamato a commentare la censura televisiva? Se voleva aggiungere un episodio al lungo elenco della storia Rai, c´è riuscito in pieno.
Daniele Luttazzi

Daniele Luttazzi

Daniele Luttazzi è nato a Santarcangelo di Romagna nel 1961. Dopo una breve collaborazione a "Tango" di Staino come vignettista, decide di fare lo stand up comedian: dal 1988 a oggi ha scritto e interpretato sette monologhi satirici. Tv: Magazine 3 ('94, '95 Rai Tre), Mai dire gol ('96, '97, Italia Uno), Barracuda ('98, Italia Uno) e Satyricon (2001, Rai Due). Radio: Onde comiche ('92, Rai Radio Due).Ha scritto dieci libri umoristici: 101 cose da evitare a un funerale (1993), Locuste: come le formiche, solo più cattive (1994), Adenoidi (1995), Va' dove ti porta il clito (1995 Premio Satira Forte dei Marmi), C.R.A.M.P.O.: corso rapido di apprendimento minimo per ottenebrati (1996), Tabloid: con Panfilo Maria Lippi (e Dingo): buonasera (1997), Cosmico: una valida alternativa all'intrattenimento intelligente (1998), Barracuda: appiattire dopo l'uso (1999), Sesso con Luttazzi (2000). Con Feltrinelli ha pubblicato Benvenuti in Italia (2001), Capolavori (2002), La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l’acne (2003), Bollito misto con mostarda (2005), Lepidezze postribolari. Ovvero populorum progressio (2007), La guerra civile fredda (2009) e Almanacco Luttazzi della nuova satira italiana 2010 (2010). Ha tradotto dall'americano Lloyd Llewellyn (il fumetto cult di Daniel Clowes) e i tre libri di Woody Allen, di prossima pubblicazione. Sua inoltre la presentazione del libro di Lenny Bruce Come parlare sporco e influenzare la gente. Scrive canzoni pop per il gruppo Johnny Panic & the Bible of Dreams, di cui è il cantante. Un suo cortometraggio animato, Flic sulla luna (1974), vinse una targa Unesco a un concorso per scuole medie. Sta preparando il prossimo, un saggio intitolato Leni Riefensthal e i Vanzina. È evidente che non ha di meglio da fare.

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