Caro Galimberti, da quando ho un figlio vedo il mondo in modo radicalmente diverso, forse distorto, e vorrei che lei con la sua profondità mi aiutasse.

Si parla tanto della denatalità e delle difficoltà che scoraggiano le coppie italiane dal fare, quando lo fanno, più di un figlio. Per essere genitori basta un figlio, l'affermazione non è pleonastica come sembra. Che sia biologico, adottivo, o adottato a distanza non importa, un figlio è sufficiente per cambiare la visione del mondo. Chi è padre o madre cerca di essere degno di tale ruolo e desidera un mondo migliore per la sua creatura. Vuole l'aria pulita, un mare dove si possa fare il bagno, scuole e ospedali che funzionino, strade che riportino a casa, persone per bene. Tale aspirazione all'armonia durevole delle cose e delle persone, davvero totalizzante, è sentita meno drammaticamente al di fuori della paternità, a meno che non si di-sponga di immaginazione o di altruismo straordinari. Come il contadino che si prodiga per la terra, e dopo la semina trepida per una nube all'orizzonte, così chi ha un figlio sa che dovrà lavorare e soffrire molto di più rispetto al tempo che ha preceduto la semina. Il raccolto non è garantito, ma fatica e felicità si confondono. Chi non ha eredi che interesse può avere a lasciare un mondo migliore? Mi spaventa un'umanità di singoli aggricciati sul lavoro inteso solo come affermazione personale, con l'automobile "cult", il locale in, la palestra trendy e il prozac e il viagra per quando la chimica naturale non sarà all'altezza. Non vorrei sembrare integralista, conosco un sacco di gente che senza fare figli si è adoperata per gli altri, ed è come se li avesse fatti. Caro Galimberti, ha capito che sono padre da troppo poco tempo. Le scrivo mentre mio figlio è attaccato al seno, io e mia moglie siamo esausti per le notti insonni e il lavoro che non aspetta, e la città è indifferente. Ma solo ora, toccando il vero sudore, l'utile sudore, sentiamo di essere vivi. Gabriele Bronzetti - Bologna La generazione è sempre doppia. Non solo i genitori generano i figli, ma i figli generano i padri e le madri e consegnano loro diversi doni che riconfigurano la loro personalità. Se vogliamo fare un piccolo elenco possiamo dire: 1. Il futuro. I figli consegnano ai genitori la dimensione del futuro, non più come tempo che semplicemente deve accadere, ma come tempo che si vuole accada in un modo piuttosto che in un altro, affinché sia più favorevole alla crescita del figlio. Un futuro alla cui qualità si è interessati perché da essa dipendono le condizioni più o meno propizie. Non più un futuro anonimo dove uno si ritaglia le proprie opportunità, ma un futuro alla cui costruzione si collabora. 2. L'accudimento. I figli costringono a uscire dal proprio io e da quella progettualità egocentrica che non oltrepassa i confini delimitati dall'istinto di autoconservazione. Qui l'apertura all'altro trova quella solida base che non è la voluttuarietà del volontariato, ma l'altruismo che affonda nella nostra radice biologica. Vero fondamento della morale, come si può leggere in quel mai abbastanza elogiato libro di Eugenio Scalfari che ha per titolo: Alla ricerca della morale perduta (Rizzoli). Accanto infatti all'istinto di conservazione, c'è l'istinto altruistico, senza il quale l'uomo, animale sociale, non potrebbe sopravvivere. Questo istinto altruistico, fondamento di tutte le morali, sono i figli a farcelo sperimentare, e senza troppe mediazioni. In presa diretta. 3. L'amore incondizionato. Tutti gli amori sono un do ut des, uno scambio di bisogni e soddisfazioni, un tacito contratto. Sempre negato, ma in realtà sempre a fondamento anche delle più appassionate e, all'apparenza, disinteressate relazioni d'amore. Questo scambio, questo tacito contratto con i figli non c'è. Qui la cascata d'amore conosce un suo pendio senza ritorno. L'amore per i figli, infatti, non conosce contropartite, precede tutti i nostri calcoli, e, quando li facciamo, li fa tutti miseramente naufragare. Ne è prova che quando gli uomini hanno cercato di addolcire il volto tremendo di Dio non hanno trovato metafora migliore di quella del padre. Diventare genitori è aprirsi a questi scenari, che richiedono una certa negazione o ab-negazione di sé. Sembra infatti che solo il sacrificio di sé consenta di allargare la propria visione e comprensione del mondo.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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