Diffido sempre dei metodi e delle pratiche desunte dalla cultura e dalla filosofia orientale per risolvere problemi e condizioni d' esistenza di noi occidentali. Solo la nostra mentalità da supermercato o da discount può farci ritenere che su qualunque bancarella, non importa da dove venga e cosa venda, ci sia qualcosa di utilizzabile per noi. Dopo lo yoga, dopo la meditazione buddhista, ora è la verità di Gandhi, che insegna a tutti noi come risolvere i conflitti, e a manager e dirigenti l' arte della dolcezza e del rilassamento. Diffido. A meno che non si faccia uno sforzo preliminare per entrare nella simbolica dell' altro, anche se questo dovesse costarci il sacrificio della nostra simbolica. Chiamo «simbolica» la visione che ciascuno di noi ha del mondo per il fatto di essere nato in una regione invece che in un' altra, da certi genitori invece che da altri, per il fatto di aver ricevuto una certa educazione, compiuto certe esperienze, maturato certe idee, praticato una certa fede, vissuto certi affetti. La simbolica esprime la nostra identità profonda, persa la quale, non sappiamo più chi siamo. In essa non c' è nulla di razionale, perché nei suoi tratti profondi si è costituita prima dell' uso della ragione. Ci innamoriamo non perché qualcuno è bello, intelligente, simpatico, interessante, ma perché è riuscito a toccare la nostra simbolica. Comprendiamo il folle non perché siamo in grado di inquadrarne il delirio, ma perché catturiamo il centro della sua simbolica, a partire dal quale tutte le sue manifestazioni, che prima ci apparivano deliranti, ora ci appaiono armoniche e conseguenti alla sua simbolica. Posso comprendere uno che appartiene ad un' altra cultura non perché con lui parlo con quel passe-partout linguistico che è l' inglese, ma perché ho colto la simbolica della sua cultura, a partire dalla quale mi diventa comprensibile quello che prima mi appariva incomprensibile. Per questo occorre il dialogo, che non è assolutamente una cosa dolce, rilassante, tranquilla, perché il dialogo è guerra. La parola «dia-logo», come tutte le parole greche che cominciano per «dia», indica la massima distanza tra due punti della circonferenza come nel caso del dia-metro, tra due posizioni di pensiero diametralmente opposte come nel caso del dia-logo. Per questo Eraclito poteva dire: «Il logos è guerra» , perché è «armonia» di opposti contrastanti che si compongono attraverso il dia-logo, dove gli opposti si fronteggiano. Si fronteggiano per capirsi, non per elidersi. Per questo ci vuole «tolleranza» che non significa tollerare la posizione dell' altro restando convinti che la nostra è quella giusta, ma ipotizzare che la posizione dell' altro possieda un grado di verità superiore al nostro, e quindi disporsi, nel confronto con l' altro, a lasciarsi modificare dall' altro. Modificare profondamente, mettendo in gioco la nostra simbolica, fino a farcela contaminare dalla simbolica altrui. Per risolvere i conflitti questo mi pare sia il suggerimento di Gandhi, per altro già praticato duemila anni orsono da Socrate e da Platone nei suoi dialoghi, dove la verità emerge dal confronto dialogico dei pareri. Il parere dell' altro infatti, se accolto, relativizza il nostro, ci libera dall' isolamento del nostro assolutismo, completa la verità che non è mai tutta da una parte, e rende i rapporti più rilassati, perché gli altri, quando rivendicano le loro ragioni, ciò che in realtà vogliono è di essere considerati, di essere accolti, di sapere che per l' interlocutore esistono e sono degni di ascolto.
Umberto Galimberti

Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Associ ation for Analytical Psychology.

Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.

Di Heidegger ha tradotto e curato:
Sullessenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

Opere

1975 - Heidegger, Jaspers e il tramonto dellOccidente, Marietti, Casale Monferrato, (Ristampa, Il Saggiatore, Milano, 1994).
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1979 - Psichiatria e Fenomenologia, Feltrinelli, Milano.
1983 - Il corpo, Feltrinelli, Milano, 1983 (Premio internazionale S. Valentino d’oro, Terni, 1983).
1984 - La terra senza il male. Jung dall’inconscio al simbolo, Feltrinelli, Milano (premio Fregene, 1984)
1977 - Linguaggio e civiltà, Mursia, Milano, (2° edizione ampliata 1984).
1985 - Antropologia culturale, ne Gli strumenti del sapere contemporaneo, Utet, Torino.
1986 - Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, Milano.
1987 - Gli equivoci dell'anima, Feltrinelli, Milano.
1988 - La parodia dell'mmaginario in W. Pasini, C. Crepault, U. Galimberti, L'immaginario sessuale, Cortina, Mila no.
1989 - Il gioco delle opinioni, Feltrinelli, Milano.
1992 - Dizionario di psicologia, Utet, Torino. (Nuova edizione: Enciclopedia di Psicologia, Garzanti, Milano, 1999).
1992 - Idee: il catalogo è questo, Feltrinelli, Milano.
1994 - Parole nomadi, Feltrinelli, Milano.
1996 - Paesaggi dell'anima, Mondadori, Milano. (Nuova edizione: Feltrinelli, Milano, 2017).
1999 - Psiche e techne. Luomo nelletà della tecnica, Feltrinelli, Milano.
2000 - E ora? La dimensione umana e le sfide della scienza (opera dialogica con Edoardo Boncinelli e Giovanni Maria Pace), Einaudi , Torino.
2000 - Orme del sacro, Feltrinelli, Milano (premio Corrado Alvaro 2001).
2001 - La lampada di psiche, Casagrande, Bellinzona.
2003 - I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, Milano.
2004 - Le cose dell'amore, Feltrinelli, Milano.
2005 - Il tramonto dellOccidente, Feltrinelli, Milano.
2006 - La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla consulenza filosofica, Feltrinelli, Milano.
2007 - Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, Feltrinelli, Milano.
2008 - Il segreto della domanda. Intorno alle cose umane e divine, Apogeo, Milano.
2009 - I miti del nostro tempo, Feltrinelli, Milano.
2012 - Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto, Feltrinelli, Milano.
2018 - La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo, Feltrinelli, Milano.
2018 - Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze, Feltrinelli, Milano

 

 

È in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera.

Traduzioni all'estero

Francese: (Il corpo) Les raisons du corps, Grasset Mollat, Paris, 1998
(Le cose dell’amore) Qu'est-ce-que l'amour?, Payot, Paris, 2008;

Tedesco: (Gli equivoci dellanima) Die Seele. Eine Kulturgeschichte der Innerlichk eit, Verlag Turia + Kant, Wien, 2003
(Le cose dellamore) Liebe, Beck, Monaco, 2006;

Greco: (Storia dellanima) Historia tes psyches, Apollon, Thessaloniki, 1989
(Paesaggi dellanima)Topia psyches, Itamos, Athina, 2001
(Gli equivoci dell’anima) Parermeneíes tes psyches, University Studio Press, Athina, 2004;

Spagnolo: (Dizionario di psicologia) Diccionario de psicologia, Siglo Veintiuno Editores, Città ; del Messico 2002
(Le cose dell’amore), Las cosas del amor, Imago mundi, Madrid, 2006;

Portoghese: (Orme del sacro) Rastros do sagrado, Paulus, São Paulo, Brasil, 2003
(I vizi capitali e i nuovi vizi) Os vícios capitais e os novos vícios, Paulus, São Paulo, Brasil, 20 04
(Psiche e techne. Luomo nell'età della tecnica) Psiche e techne. O homen na idade da t&eac ute;cnica, Paulus, São Paulo, Brasil, 2005
(Le cose dellamore), Coisas do amor, Caleidoscopio, Casal de Cambra, 2009;

Giapponese: I vizi capitali e i nuovi vizi, Tokio, 2004;

Sloveno: (Lospite inquietante. Il nichilismo e i giovani), Grozljivi Gost: Nihili zem in mladi, Modrijan, Ljubljana, 2009;

Olandese: (I miti del nostro tempo), Mythen van onze tijd, Ambo, Amsterdam 2011.

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