L´immunità degli eletti dal popolo, e dei capi in genere, è garanzia di libertà per l´attività politica. E una ricca casistica sta a dimostrarlo, smontando le polemiche faziose di giustizialisti e forcaioli.

5000 a.C. È il primo caso storico documentato. Lo sciamano Gnork, accusato dai Saggi della sua tribù di effettuare sacrifici umani usando asce difettose e sacrificati non consenzienti, replica stizzito che si tratta di un attacco illecito al suo alto ruolo istituzionale. Pretestuosamente, i suoi giudici gli fanno notare che i sacrifici umani sono vietati. Memorabile la replica di Gnork: "Che c´entra?". Chiamato in giudizio, Gnork non si presenta perché impegnato in un vertice con una delegazione di consiglieri regionali siciliani in viaggio premio. Viene dichiarato non perseguibile dal famoso Lodo Gnork: gli storici ignorano se porti il suo nome perché era in suo favore o perché lo ha fatto lui. Il successivo squartamento di un giudice, tagliato in due e gettato metà in una torbiera, metà in mare, è considerato il primo esempio efficace di separazione delle carriere.


147 d.C. Il senatore romano Orazio & Curiazio, proprietario di una holding che aveva unificato nelle sue mani tutte le terme, le fabbriche di bighe, i cartellini dei gladiatori, la Canottieri Lazio e la Canottieri Aniene, viene messo in stato d´accusa dall´antitrust. L´accusa contro Orazio & Curiazio decade quando ci si rende conto che anche l´antitrust è intestata a lui. Amareggiato, il leader confida a una delegazione di consiglieri regionali siciliani in viaggio premio di sentirsi perseguitato. Per legittima difesa diventa imperatore, stermina l´opposizione e nomina senatore un suo cavallo.

Sesto secolo circa. Nella Cina feudale finisce sotto inchiesta il mandarino Huang, sospettato di avere corrotto il giudice Yao con 400 orci di oro zecchino depositati in un conto svizzero. Partiti a dorso di mulo per la Svizzera per chiedere una rogatoria, gli inquirenti fanno ritorno 52 anni dopo senza avere trovato le prove e soprattutto senza avere trovato la Svizzera. Scatta la prescrizione del reato. Il mandarino Huang, nominato nel frattempo cavaliere del lavoro e Tiranno d´Oriente, fa bruciare tutti i tribunali del luogo, con dentro i giudici, per dimostrare che sortisce il classico fumus persecutionis. La testimonianza storica di questo evento è contenuta nel prezioso manoscritto di un consigliere regionale siciliano in viaggio premio a Shangai.

1934 Giuseppe Stalin, padre di tutte le Russie nel nome del popolo sovrano, deporta due o tre popoli stupidamente sedentari e uccide qualche milione di faziosi che remano contro e non lo lasciano lavorare. I superstiti, per non offuscare il prestigio di Stalin all´estero (sta ricevendo una delegazione di consiglieri regionali siciliani in viaggio premio) decidono, prima di avviare indagini, di attendere la fine del suo mandato.

1978 Stati Uniti d´America. Il congressman della Lousiana Bill W. James spara sulla folla dal balcone di casa sua. Tra le vittime, alcuni consiglieri regionali siciliani in viaggio premio. Arrestato e processato per strage, James viene assolto perché riesce a dimostrare che la sparatoria era tipicamente rappresentativa delle sue idee politiche: James è nazista, proboviro del Ku Klux Klan e soprattutto presidente della locale Rifle Association: "Perché cazzo non dovrei sparare?", domanda ai giudici nella sua memorabile autodifesa. Il caso scuote l´America. Assicurare alla giustizia un animoso difensore delle proprie idee non significherà ledere irreparabilmente l´autonomia della politica? I 18 avvocati che difendono il multimiliardario James riescono a spuntarla grazie a una prova decisiva: le vittime, passando provocatoriamente sotto il balcone di James senza giubbotto antiproiettile, erano chiaramente protagoniste di un complotto politico contro l´accusato.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

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