Giorni di sangue in Iraq. Nelle ultime 24 ore almeno 50 morti civili e 9 soldati statunitensi, più altri due militari della coalizione. E una novità inquietante: un attacco kamikaze portato dal mare con barchini esplosivi contro il terminale petrolifero di Bassora, che è stato immediatamente chiuso. A vedere la mappa degli attentati appare un Paese ormai dominato dalla violenza. Solo le aree curde al nord restano calme. E, quando si quietano le battaglie nelle zone sunnite a Falluja e sciite attorno a Najaf, ci pensano la guerriglia e il terrorismo a rilanciare la tensione. Ieri la spirale delle stragi è iniziata a metà mattina nel mercato dei polli di Sadr City, il quartiere popolare della capitale dove vivono circa 2 milioni di sciiti. "Tutto era tranquillo. All' improvviso sono esplose due bombe. La deflagrazione della seconda è stata ancora più devastante perché ha centrato in pieno una bombola del gas", raccontano i testimoni. Il bilancio è subito gravissimo: 14 morti (in serata sembrava potessero essere meno) e 36 feriti. Chi è stato? I comandi Usa negano alcuna responsabilità. Ma la popolazione, immancabilmente accusa "le truppe di occupazione". Poco dopo, verso le 13,00, la guerriglia attacca a colpi di mortaio una base americana posta nell' area dell' aeroporto militare di Taji, una quindicina di chilometri a nord della capitale. I soldati morti sono 5, quelli feriti 6 (3 gravi). Nelle ore precedenti erano morti altri 3 soldati a Samarra e Kut. Sale così a oltre 100 il numero delle vittime americane nel solo mese di aprile. Nel pomeriggio a essere preso di mira è invece un convoglio della polizia irachena a Tikrit, l' area natale di Saddam Hussein. Un kamikaze si fa saltare in aria all' interno di un taxi. I poliziotti morti sono 4, 12 i feriti, oltre a 4 civili. Nel tardo pomeriggio un autobus civile iracheno salta su una mina a Haswa, 50 chilometri a sud di Bagdad: 14 morti e 12 feriti. Quando ormai è scesa la notte, l' attacco al porto di Bassora (controllato dalle truppe britanniche). Portavoce dell' esercito britannico hanno detto che due natanti sono esplosi nei pressi di una petroliera mentre un terzo è stato abbordato da mezzi militari navali della coalizione: subito dopo l' abbordaggio si è verificata un' esplosione. Due membri americani dell' equipaggio di una unità della coalizione Usa sono rimasti uccisi, altri cinque sono rimasti feriti. A quanto sembra, l' imbarcazione doveva colpire il terminale petrolifero, 10 chilometri al largo della costa, dal quale ogni giorno partono 1,9 milioni di barili di greggio iracheno. Secondo le prime notizie i tre motoscafi avevano a bordo dei kamikaze. La giornata si conclude con un attacco alla sede dell' Autorità provvisoria di Nassiriya: feriti da schegge "in modo non preoccupante" due militari italiani del San Marco.
Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi (Milano, 1957), giornalista, segue dagli anni settanta le vicende mediorientali. Dal 1984 collaboratore e corrispondente da Gerusalemme del “Corriere della Sera”, a partire dal 1991 ha avuto modo di andare più volte in Iraq. Da allora ha seguito le maggiori vicende della regione, allargata poi all’Afghanistan, India e Pakistan. Ha scritto Le origini del sionismo e la nascita del kibbutz (1881-1920) (Giuntina, 1985), Dai nostri inviati (Rizzoli, 2008) e, con Feltrinelli, Bagdad Café. Interni di una guerra (2003).

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