Prima di mettervi in viaggio prendete informazioni sulla viabilità autostradale, consigliano dal Cciss (viaggiare informati, ovviamente). E se all' una di un sabato di esodo si decide di partire verso il sud, destinazione Reggio Calabria, telefonare al 1518 (telefono del Ccis, appunto) sembrerebbe un'ottima idea. C'erano stati dieci chilometri di coda in mattinata in quel primo imbuto della Salerno-Reggio Calabria che è l'inferno di tutti gli automobilisti. Quel tratto tra Pontecagnano e Battipaglia, per capire. Ma alle 13 telefonare al 1518 non è possibile: "Tutte le linee sono occupate, chiamate più tardi", informa una voce. Che ripeterà sempre la stessa cosa per mezz'ora, nonostante i tentativi ripetuti ogni cinque minuti. Non rimane che mettersi in macchina lo stesso. Ed accendere la radio. Isoradio: 103,3 in Fm, a Roma la frequenza funziona anche fuori dalle autostrade. Le informazioni sulla A3, l'autostrada di Reggio Calabria, arrivano quasi subito: l'inferno si è dileguato, almeno in parte. Adesso, sono quasi le due, tra Pontecagnano e Battipaglia c'è "soltanto" un chilometro di fila. Un'altra coda parte da Eboli e un'altra, poi, da Sicignano, pochi chilometri in tutto. In viaggio verso il sud. Tra Roma e Napoli a quest'ora di pranzo, caldo torrido, sull'autostrada si corre come fosse un mercoledì di febbraio. Anche negli autogrill c'è poca gente e i cartelli a messaggio variabile segnalano i punti che si perdono sulla patente per via delle infrazioni, nient'altro. Non ci sono code sull' A1, ma ad un certo punto quei cartelli dovrebbero segnalare le code che ci sono sulla A3. Magari non a Ceprano o a Frosinone, però vicino Napoli sì, così garantiscono i gestori della A1. E invece nulla verrà segnalato. Alla barriera di Napoli, le uniche informazione sulla viabilità lungo la A3 continuano ad arrivare soltanto da Isoradio, il numero di telefono 1518 ancora ostinatamente inaccessibile. E la radio continua a ripetere che l'inferno non c'è più e che soltanto un chilometro di coda ostacola il cammino di chi vuole semplicemente raggiungere Eboli. Si va avanti con fiducia. E la fiducia aumenta nel tratto di autostrada che collega Napoli con Salerno: anche qui si scivola via e Isoradio è una piacevole compagnia musicale, rassicurante per il nostro cammino. Il primo campanello di allarme suona a Castel San Giorgio, dentro la galleria di Castel San Giorgio, poco prima del casello di Salerno, l'ultimo casello fino alla fine dell' Italia: qui dentro le onde medie di Isoradio non arrivano, impossibile sentire la radio. Ma è alla barriera di Salerno che tutto cambia. Si paga il biglietto, si passa il casello. E la frequenza 103.3 diventa un brusio incomprensibile. Isoradio scompare nel nulla. A Lancusi, pochi chilometri dopo Salerno, ci pensa un pannello con disegnini di macchine a segnalare code: ma senza dire dove, senza dire quanto lunghe. Superato Pontecagnano la coda arriva, puntuale, ma anche esatta: non dura più di un chilometro. Ma a quel punto c'è il buio più totale: non c' è più la radio che ti dice se ci sono altre code. Il 1518 è sempre intasato. Non resta che fermarsi ad Eboli.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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