"Sono davvero un disastro questi incidenti. Una vera ecatombe". Allarga le braccia Pietro Lunardi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e anche "papà" della patente a punti, quel provvedimento che lo scorso anno fece calare gli incidenti sulle strade e le autostrade, soprattutto nei week end.

Quel provvedimento che illuse di aver trovato una soluzione per la sicurezza sulle strade. E invece ministro che succede? È naufragata l'euforia per la patente a punti?
No, non è questo. Non credo sia utile fare i disfattisti nei confronti di uno strumento che invece ha dimostrato di valere e funzionare. Si è di certo dimostrato un ottimo deterrente.

E quindi?
La verità è che di fronte ad incidenti come quelli che ci sono stati nello scorso fine settimana non c'è patente a punti che tenga.

Allora che cosa si può e si deve fare?
Allora abbiamo fatto e stiamo continuando a fare di tutto per migliorare la sicurezza sulle strade e le autostrade d'italia. Però sarà tutto inutile finché la gente non si metterà in testa di guidare con prudenza, a velocità adeguate, con criterio.

Già, ma che si può fare? Penso che gli appelli servano a poco. I semplici appelli intendo".

E dunque?
Tenteremo di fare come si fa in Germania ed in Inghilterra: effetto choc.

Ovvero?
Trasmetteremo in televisione quello che succede dopo gli incidenti. Ovvero con le telecamere andremo a filmare i corpi carbonizzati, le lamiere contorte, gli arti mutilati, i cadaveri frantumati. È terribile, ma funziona. E credo che, alla fine, non rimanga che usare l'effetto traumatico per far leva sulle persone.

Perché dice questo?
È provato: oltre la metà degli incidenti stradali avviene per distrazione. Che cosa possiamo fare? Campagne che dicano state attenti? Guidate con prudenza? Le abbiamo anche già fatte. Importante la campagna dell'angelo custode, ma evidentemente non basta.

Davvero oltre la metà degli incidenti stradali succedono per distrazione?
Così risulta dalle statistiche. Ma la gente non se ne rende conto. Non si rendono conto di viaggiare sopra ad un oggetto che può diventare un'arma. E, del resto, si vede poi dalle multe.

In che senso?
La maggior parte delle contravvenzioni che vengono fatte per togliere i punti alla patente sono perché la gente si mette al volante con il telefonino in mano, anche sull'autostrada. O perché guida senza le cinture di sicurezza, ma anche per questioni di velocità, spesso eccessiva. Tutte distrazioni, appunto.

Sono molto poche le contravvenzioni elevate perché non viene usata la corsia di destra dell'autostrada, vero?
Già, è vero. E questo quando sulle autostrade sono realmente poche le automobili che usano la corsia più a destra possibile. E dire che anche questa è un'infrazione che prevede la decurtazione di punti. È un problema importante questo, visto che ad usare la corsa più a destra si aumenterebbe, e di molto, la capacità delle autostrade.

C'è una soluzione per questo?
Beh, qui servirebbero certamente più controlli. Ne ho parlato con il prefetto De Gennaro e ho chiesto di poter utilizzare sulle autostrade oltre che i poliziotti sulle automobili anche molti poliziotti in motocicletta: è l'unico modo per questo tipo di controlli.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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