Lo sapevate che sotto la pianura padana e gli Appennini è custodito il più straordinario segreto militare di tutti i tempi? Un’opera di ingegneria quasi incredibile, soprattutto considerando che venne costruita all’epoca delle Repubbliche Marinare: un canale navigabile sotterraneo che collega Venezia a Pisa, che doveva consentire alla flotta veneziana di prendere di sorpresa i nemici pisani e distruggerli. Io quel canale lo percorsi, da bambino, per quanto era lungo, vincendo la paura delle tenebre, le insidie delle frane, gli assalti di misteriosi predoni delle profondità e di orrende bestie infrattate. Il libro si chiamava I naviganti della Meloria, fu di gran lunga il mio Salgari preferito insieme a "I Robinson italiani", collana dell’Orso Vallardi. I pocket di quegli anni, con poche e bigie illustrazioni al tratto, trecento lire, mi pare, il prezzo d’acquisto, l’intera paghetta della settimana. C’era una piccola libreria, in via Boccaccio a Milano, dove i nuovi vallardini arrivavano, uno al mese. Rivendetti la mia trentina di Salgari al completo, da adolescente avidissimo di quattrini, a una bancarella di piazza Cadorna. Esistesse un nume dell’infanzia perduta, ripasserei domattina da quella bancarella per ricomperarli tutti. Specie I naviganti della Meloria, che non è più tra i Salgari ripubblicati. Il rispolvero televisivo di Sandokan ha permesso un flebile rilancio libresco del ciclo malese, ma il resto di Salgari rimane sepolto in fondo al canale della Meloria, e della Memoria. La memoria di quando ogni bambino era lo Spielberg di se stesso, e proiettava sulla parete magica della propria stanza le avventure che scaturivano dalle righe dei libri. Effetti speciali indimenticabili: molta la paura quando uno smottamento sotterraneo precluse la via del ritorno, e rischiai di rimanere per sempre prigioniero della Meloria.
Michele Serra

Michele Serra

Michele Serra Errante è nato a Roma nel 1954 ed è cresciuto a Milano. Ha cominciato a scrivere a vent’anni e non ha mai fatto altro per guadagnarsi da vivere. Scrive su “la Repubblica” e “L’Espresso”. Scrive per il teatro e ha scritto per la televisione. Ha fondato e diretto il settimanale satirico “Cuore”. Per Feltrinelli ha pubblicato, tra l’altro, Il nuovo che avanza (1989), Poetastro (1993), Il ragazzo mucca (1997), Canzoni politiche (2000), Cerimonie (2002), Gli sdraiati (2013), Ognuno potrebbe (2015), Il grande libro delle Amache (2017), La sinistra e altre parole strane (2017) e Le cose che bruciano (2019).

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