L’assassino di Enzo Baldoni potrebbe essere stato identificato. Il suo nome sarebbe Hisham Mahmoud Hussein. Ha diciotto anni, o meglio ne aveva diciotto: circa un mese fa, infatti, Hisham è stato ucciso a Falluja dai nuclei del nuovo esercito iracheno. A rivelarlo è un reportage non firmato apparso ieri sul quotidiano iracheno Al Sabah (Il Mattino). "Lo abbiamo saputo grazie ai nostri collaboratori che lavorano nelle zone della guerriglia sunnita", hanno specificato ieri al Corriere della Sera dalla redazione del quotidiano a Bagdad. "Hisham - spigano da Bagdad - era un militante noto tra i gruppi di terroristi legati a Abu Musab al Zarkawi, aveva firmato diversi attentati contro le truppe americane e la nuova polizia irachena. I nostri collaboratori hanno potuto infine verificare ciò che veniva sussurrato da tempo. E’lui l’uomo che ha ucciso l’italiano. Sembra che se ne vantasse tra la gente di Falluja". Secondo il giornale, Baldoni sarebbe stato decapitato. Notizie che ovviamente devono essere confermate da verifiche indipendenti. Restano aperte infinite domande sulla sorte del pubblicitario milanese che collaborava con il settimanale Diario, e che era andato in Iraq nell’agosto 2004. Baldoni venne rapito il 20 agosto sulla strada tra Bagdad e Najaf mentre viaggiava assieme a un convoglio della Croce Rossa italiana. Il corpo del suo interprete fu visto poche ore dopo in un ospedale tra le cittadine di Latifia e Mahmudiah. Pochi giorni dopo venne diffuso un video su Al Jazira a firma dell’"Esercito islamico": Baldoni sarebbe stato ucciso - era la minaccia - se l’Italia non avesse ritirato le proprie truppe in 48 ore. Il 26 agosto giungeva l’annuncio della sua esecuzione assieme alle foto sfocate del cadavere diffuse sui circuiti web. Il giornale iracheno fornisce altri dettagli sul presunto assassino. Hisham agiva agli ordini di un certo Abu Naba. Questi sarebbe uno dei capibanda più famosi nella regione di Falluja. "Comanda tra i circa 75 e 100 uomini, ben armati, molti dei quali volontari arabi venuti da Paesi stranieri e pagati dall’estero. Abu Naba è tra l’altro responsabile diretto della morte di almeno 25 poliziotti iracheni al tempo dell’attacco contro la loro caserma a Falluja nel marzo 2004", scrive Al Sabah. La banda si sarebbe trovata in difficoltà al tempo dell’assedio americano di Falluja nel novembre e dicembre scorsi. E, come tante cellule della guerriglia islamica, riuscì a scappare dalla città in fiamme. Una fuga precipitosa, inseguiti dalle truppe speciali americane determinate ad annientare le unità di fondamentalisti islamici responsabili di centinaia di rapimenti e attentati. Hisham sarebbe stato costretto a seppellire in una zona isolata buona parte delle sue armi, assieme a cassette e documenti. La sua morte sarebbe avvenuta proprio mentre cercava di recuperare il suo bottino. "La polizia irachena aveva individuato il luogo e lo attendeva al varco. Non hanno neppure cercato di arrestarlo. Gli hanno sparato da lontano, mentre tentava di disseppellire armi e munizioni", aggiungono i locali. Notizie che inducono comunque la famiglia a tornare a chiedere che si faccia di tutto per recuperare i resti di Baldoni. "Aspettiamo gli sviluppi. Siamo in continuo contatto con il ministero degli Esteri. Ma per ora novità non ce ne sono. Speriamo che questo nuovo fatto possa condurre verso il recupero del corpo del povero Enzo", ha detto il fratello Raffaele. E la presunta morte dell’assassino? "Ho sentito solo dispiacere per la morte di un’altra persona - dice Raffaele -. Ne stanno morendo tanti in Iraq". Riservatezza anche sul caso di Giuliana Sgrena. "Ci siamo tenuti un po’ fuori dalla vicenda della giornalista italiana perché non vogliamo assolutamente che l’epilogo che ha avuto la storia di mio fratello sia associato in alcun modo a quello della Sgrena".
Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi

Lorenzo Cremonesi (Milano, 1957), giornalista, segue dagli anni settanta le vicende mediorientali. Dal 1984 collaboratore e corrispondente da Gerusalemme del “Corriere della Sera”, a partire dal 1991 ha avuto modo di andare più volte in Iraq. Da allora ha seguito le maggiori vicende della regione, allargata poi all’Afghanistan, India e Pakistan. Ha scritto Le origini del sionismo e la nascita del kibbutz (1881-1920) (Giuntina, 1985), Dai nostri inviati (Rizzoli, 2008) e, con Feltrinelli, Bagdad Café. Interni di una guerra (2003).

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