Tutto il mondo politico è passato rapidamente, nel giro di poco più di mezz'ora, dall'esultanza alla doccia gelata per la tragica conclusione delle fasi successive alla liberazione di Giuliana Sgrena. A cominciare dalle più alte cariche dello stato. Il presidente della repubblica Ciampi era stato tra i primissimi a felicitarsi, prima di essere informato della sparatoria che ha provocato la morte del funzionario del Sismi Nicola Calipari, il ferimento di altri due e quello di Giuliana. "Il mio primo pensiero - aveva detto il presidente - va a Giuliana: bentornata tra noi, al suo lavoro, che ha svolto sempre con tanta passione, con tanta professionalità. Spero di abbracciarla presto al Quirinale". Poi è stato informato del drammatico seguito e ha incaricato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta di esprimere le sue condoglianze ai familiari del funzionario ucciso e gli auguri di pronta guarigione ai feriti. Intanto, a palazzo Chigi, anche Berlusconi ha avuto appena il tempo di felicitarsi per la "vittoria" per convocare poco dopo una conferenza stampa nella quale ha riferito gli sviluppi tragici della vicenda e ha parlato di un "incidente grave del quale qualcuno dovrà assumersi la responsabilità". Il presidente della Camera Pierferdinando Casini, nel suo messaggio ha parlato di sentimenti "di gioia e tristezza". "Esprimo alla famiglia di Giuliana e alla redazione del manifesto - ha detto Casini - la soddisfazione mia e di tutta la Camera dei deputati. Siamo affettuosamente vicini, in questo momento di dolore, ai familiari di Nicola Calipari e ci inchiniamo alla memoria del valoroso servitore dello stato che col suo sacrificio ci ha restituito la nostra giornalista".
Rammarico per l'accaduto è stato espresso anche dal leader dell'Unione Romano Prodi, che ha telefonato al nostro giornale per esprimere la propria solidarietà e ha dichiarato alle agenzie di stampa: "Sono profondamente addolorato per la notizia che arriva dall'Iraq della morte di Nicola Calipari. Il suo è stato un grande sacrificio compiuto nell'adempimento del proprio dovere. In questo momento sono vicino a sua moglie e ai suoi figli". Gioia e dolore, con le inevitabili formule di rito dettate dalle circostanze, si alternano anche nelle dichiarazioni del presidente dei Ds Massimo D'Alema e del segretario Piero Fassino. Nicola Calipari, ha detto D'Alema, "era molto bravo. È lo stesso, credo, che ha collaborato alla liberazione delle due ragazze italiane (Simona Pari e Simona Torretta ndr). Questa è una cosa che ci addolora molto e abbiamo apprensione per le persone colpite". Afferma invece Piero Fassino: ‟È incredibile che un uomo impegnato nella difficile opera di salvare una vita sia stato ucciso da coloro che affermano di essere in Iraq per tutelare la vita dei cittadini. Per questo chiedo che siano accertate circostanze e responsabilità di un fatto tanto luttuoso quanto sconcertante”.
Enzo Bianco, presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi di informazione (Copaco) ha annunciato che "occorrerà, nei prossimi giorni, fare piena luce su quanto è successo. A questo proposito, il comitato parlamentare che presiedo si riunirà quanto prima per chiedere al governo di riferire sulla vicenda". Analoga richiesta di chiarezza, a destra, formula il ministro per le politiche agricole Gianni Alemanno che si dice "profondamente colpito dal sacrificio di Nicola Calipari", mentre il deputato di An Enzo Fragalà propone a Ciampi di conferire al funzionario del Sismi rimasto ucciso la medaglia d'oro al valor militare. "Il fatale incidente che ha determinato l'errore del fuoco amico - aggiunge Fragalà - dovrà essere chiarito in tutti i suoi aspetti nel momento in cui la gioia per la liberazione dell'italiana rapita si è trasformata in lutto nazionale".
C'è tuttavia chi, come il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri, non rinuncia a mettere davanti a tutto la propria parziale interpretazione politica: "È un altro tributo di sangue pagato dall'Italia - afferma infatti Gasparri - per portare la democrazia in Iraq. Siamo in Iraq per garantire la sicurezza e la libertà a un popolo che per troppo tempo ha dovuto subire le restrizioni imposte dalla violenza del regime di Saddam. Oggi l'impegno dei nostri militari e dei servizi segreti si è dimostrato determinante per la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena".
Neppure il segretario dei Radicali Daniele Capezzone, pur esprimendo anche lui gioia e dolore, rinuncia a una delle sue polemiche preferite. "Addolora - spiega - scoprire che perfino in ore come queste ciò che in tanti, in troppi, prevale è la polemica rabbiosa, stupida e strumentale, intinta in un incancellabile odio antiamericano. Sarebbe l'ora che capissero che la gioia per Giuliana e il dolore per Nicola non meritano queste miserie". Infine le dietrologie del ministro leghista per le riforme Roberto Calderoli, secondo il quale "troppe polpette avvelenate" inquinano la vicenda. A suo giudizio c'è il rischio che "dietro un episodio del genere ci sia la rapida e superficiale conclusione, gestita da un'abile regia, che i cattivi sono gli americani e i buoni sono i terroristi. Forse il rilascio, addirittura con doni da parte dei terroristi, e i ringraziamenti nei loro confronti, non erano un messaggio sufficiente per la causa islamica?".
Gianni Rossi Barilli

Gianni Rossi Barilli

Gianni Rossi Barilli, nato a Milano nel 1963, giornalista, partecipa da vent’anni alle iniziative del movimento omosessuale, come militante, scrivendo, discutendo e anche litigando. Ha lavorato a “il manifesto” dal 1986 al 1996. Per Feltrinelli ha pubblicato Il movimento gay in Italia (1999) e ha curato, con Paola Mieli, Elementi di critica omosessuale (2002) di Mario Mieli.

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