I ponti aerei con la Libia per il rimpatrio degli immigrati clandestini sono ricominciati. Malgrado la sentenza della Corte europea per i diritti umani. Malgrado la risoluzione del Parlamento europeo. Malgrado la legge Bossi Fini. E, anzi, dal ministero di Beppe Pisanu mandano a dire: il ministro è pronto a rispondere a tutte le interrogazioni parlamentari in proposito. Nel frattempo dal Viminale respingono le accuse di questi giorni. La sentenza della Corte europea per i diritti umani del 10 maggio scorso? La Corte ha ordinato la sospensione di 11 provvedimenti di espulsione verso la Libia non in regola. Ma dal Viminale replicano: quella sentenza della Corte vale soltanto per quegli 11 immigrati. Però c’è anche la risoluzione del Parlamento europeo. È stata votata a maggioranza ed invita il governo italiano a non compiere espulsioni collettive, in particolare verso la Libia, Paese non sicuro. Le ‟espulsioni collettive” sono già vietate dalla legge italiana, dalla legge Bossi Fini sull’immigrazione: non è possibile prendere e mandare via gli immigrati a gruppi senza nemmeno averli identificati. Filippo Miraglia, responsabile dell’immigrazione dell’Arci, ha detto: ‟Il provvedimento di respingimento viene consegnato agli interessati quando sono già stati imbarcati a forza sull’aereo. Così diventa loro impossibile esercitare il diritto al ricorso previsto dalla legge”. Ma il Viminale smentisce: nulla viene fatto contro la legge italiana. E in quanto alla risoluzione del Parlamento europeo, dal ministero di Pisanu dicono: non influisce sulle decisioni del governo italiano. Del resto sembra essere passato sotto silenzio anche il rapporto della Commissione europea sulla Libia: 60 pagine di denunce. Un dito puntato dritto contro la politica dell’immigrazione del nostro Paese. Sempre per via di quei ponti aerei che secondo le pagine del rapporto mettono l’Italia contro le leggi internazionali dei diritti umani.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

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