Un candidato alle prossime elezioni legislative, un cittadino britannico che lavorava per una ditta americana di sicurezza privata, un paio di poliziotti afghani, 16 non meglio identificati ‟taleban”: è la lista delle persone uccise tra venerdì e ieri in Afghanistan, a cui vanno aggiunti due insegnanti giapponesi scomparsi all'inizio di agosto: i loro corpi sono stati ritrovati ieri. Episodi separati tra loro, ma sommati danno il segno di un nuovo picco di violenza in Afghanistan, a sole due settimane dalle elezioni legislative e provinciali del 18 settembre. Il candidato, Mohammad Khan, concorreva per un seggio nel consiglio provinciale di Kandahar, la città capoluogo dell'Afghanistan meridionale (nota anche come una roccaforte del conservatorismo, dove erano emersi dieci anni fa i Taleban). Ieri è stato catturato, insieme a un capodistretto e a tre agenti di polizia, mentre viaggiavano fuori città. Un portavoce del ‟nuovi” taleban, Abdul Latif Hakimi, ha rivendicato il rapimento parlando per telefono alle agenzie di stampa da località sconosciuta: ha detto che i taleban hanno rapito i cinque e che una shoura (assemblea, consiglio) avrebbe deciso del loro destino - più tardi ha detto che la shoura ha deciso la loro morte. Le autorità governative non confermano la morte (e i corpi non sono stati per ora trovati). Ma se sarà confermata, Khan sarà il quinto candidato ucciso finora. I taleban hanno dichiarato pubblicamente la loro opposizione al processo elettorale in un Afghanistan sotto tutela delle forze internazionali - solo nel giorno del voto, hanno annunciato, si asterranno dall'attaccare chi andrà alle urne.
La sicurezza resta la principale incognita sulle elezioni afghane, e la principale preoccupazione per i 20mila soldati usa dislocati nel paese (dediti soprattutto alla caccia a ex-taleban e ‟elementi di al Qaeda” lungo la frontiera afghano-pakistana), e dei 10mila uomini della Nato in missione di ‟peacekeeping”.
Il cittadino britannico David Addison, rapito mercoledì e trovato morto ieri, lavorava con l'impresa americana Us Protection and Investigations alla costruzione di una strada tra Kandahar nel sud e Herat nell'ovest del paese, ed è stato preso proprio su questa strada. Secondo il governo afghano lavorava alla sicurezza. Anche la sua morte è stata rivendicata dal portavoce taleban, Hakimi: ‟L'abbiamo ucciso perché era un nostro nemico” , un soldato, ha detto. Nella zona occidentale non era nota la presenza in forze di taleban: il portavoce del ministero dell'interno di Kabul, Lutfullah Mashal, dice che i rapitori sono una banda di criminali ‟assoldati dal taleban”.
Della morte di 16 taleban non ci sono molti dettagli: sarebbe avvenuta durante una battaglia nella provincia centrale di Uruzgan, informa il ministero della difesa di Kabul. Quanto ai due insegnanti giapponesi, si tratta di due turisti - turismo è forse una parola fuori luogo in Afghanistan, eppure ci sono a volte dei viaggiatori che attraversano il paese in bus o mezzi propri. Jun Fukusho, 44 anni, e Shinobu Hasegawa, 30, insegnavano alle medie a Hiroshima. Entrati in Afghanistan l'8 agosto, erano scomparsi poco dopo. Ieri un medico dell'ospedale di Kandahar ha confermato che i loro corpi sono stati identificati.
Marina Forti

Marina Forti

Marina Forti è inviata del quotidiano "il manifesto". Ha viaggiato a lungo in Asia meridionale e nel Sud-est asiatico. Dal 1994 cura la rubrica "TerraTerra" che riporta storie quotidiane in cui si intrecciano ambiente, sviluppo e conflitti. Ha ricevuto, nel 1999, il prestigioso premio "Giornalista del mese".

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