Un invito in apparenza ordinario - una conferenza organizzata dalla Fondazione Bellonci in una scuola di Chieti, una presentazione in una libreria della stessa città - può rivelarsi occasione ed esperienza. Non parlo solo della qualità altissima di partecipazione e impegno delle classi del Liceo ‟Vico” di Chieti, né della bellissima libreria De Luca, quasi inimmaginabile ormai nelle città in cui vige il modello ipermercato del libro. Parlo dell’immergersi nella forma di vita della provincia, sperimentare la serietà e lo stile privo di ostentazione dei suoi abitanti, il loro bassissimo, se non assente, tasso di cinismo (a differenza delle grandi città, campioni di ‟consumo” e culturale). Ma, come sempre, non è la meta di un viaggio a essere importante, ma il viaggio stesso. Poiché da tantissimo tempo non mettevo piedi in Abruzzo, mi sono guardato intorno, e per farlo sono uscito dall’autostrada.Tra montagne costellate di pale eoliche sono salito nel paesino medievale di Cocullo, noto per il rituale arcaico delle serpi con cui si circonda la statua del santo omaggiando la figura sciamanica dell’incantatore di serpenti. Verso Anversa mi sono fermato a mangiare in una casetta grigia a due piani, dove un cartello segnala la trattoria di ‟Nonna Elisabetta”. Sola, ottantacinque anni, oltre alla pasta fatta in casa prepara una polenta che mantiene tutta la meravigliosa granulosità del mais. A un tavolino, un signore che sembrava Raymond Carver mangiava in silenzio lo stesso piatto, ripagato poco dopo con un cesto colmo di verdure e intrecciato ad arte, fatto da lui. È successo che ci siamo seduti a parlare, e ha raccontato la sua vita di allevatore in Molise prima, di coltivatore in Abruzzo ora. Temi e analisi di economia politica venivano espressi con la competenza di chi ha vissuto come un dramma ciò di cui parlano i giornali (come le quote latte). Ma c’era altro nei suoi racconti discreti, nel volto, nel silenzio intorno, nella voce da ragazza di Nonna Elisabetta che mi ha chiesto con candore : ‟Scriva di questo posto. Quanto costa un articolo?” Eccolo: non costa nulla. Ho pensato che un viaggio nella provincia d’Italia, un viaggio nella realtà vera e vissuta delle comunità, dei paesi, nelle ‟strade blu” (secondarie o provinciali) è ancora un bel progetto di vita e di scrittura. Come il bellissimo diario di bordo che fece nel 1983 William Least Heat-Moon (Strade blu. Un viaggio dentro l’America). Un viaggio per perdersi,cioè per trovare e ritrovarsi.
Beppe Sebaste

Beppe Sebaste

Beppe Sebaste (Parma, 1959) è conoscitore di Rousseau e dello spirito elvetico, anche per la sua attività di ricerca nelle università di Ginevra e Losanna. Con Feltrinelli ha pubblicato Café Suisse e altri luoghi di sosta (1992), Niente di tutto questo mi appartiene (1994), Porte senza porta. Incontri con maestri contemporanei (1997; poi ripubblicato in Il libro dei maestri. Porte senza porte rewind, luca sossella, 2011). Tra i suoi ultimi libri, Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne e Oggetti smarriti e altre apparizIoni, entrambi con Laterza. Per Feltrinelli ha curato e tradotto ne "I Classici" Le passeggiate del sognatore solitario di Jean-Jacques Rousseau (2012) e I miei amici di Emmanuel Bove (nuova ed. 2015).

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