Alla fine l’allarme sembra avere un solo nome qui alla quarta conferenza nazionale sulla droga: cocaina. Un allarme nuovo, si intende, per una droga antica, un tempo d’élite e che da qualche anno, invece, si trova in giro nelle strade a pochi euro. Ne bastano venti per una dose. Magari grezza, da ‟cuocere”, da mescolare. Da devastare le sinapsi del cervello. E non a caso negli ultimi dieci anni il consumo di polvere bianca è letteralmente raddoppiato tra i giovani. Meglio: tra i giovanissimi, visto che le statistiche ci raccontano di 3 ragazzi ogni 100 che sniffano tra i banchi di scuola, contro una media del 2,2%. ‟Ecco perché il governo ha stanziato un milione di euro per realizzare diciotto centri specializzati nella cura dei cocainomani”, ha detto Carlo Giovanardi, il ministro per i Rapporti con il Parlamento che ha ereditato da Gianfranco Fini la delega sulla droga e che ha organizzato qui a Palermo questa conferenza nazionale che ha spaccato il mondo degli operatori del settore e suscitato non poche polemiche. Saranno diciotto centri pilota quelli per la cura della cocaina. ‟Non è stato ancora deciso dove realizzarli, ma abbiamo fatto uno studio per come gestirli e farli funzionare”, ha detto Gilberto Gerra, il medico responsabile del progetto per la Presidenza del consiglio. E ha spiegato: ‟Saranno strutture dove si uniranno le esperienze del pubblico e del privato. E, soprattutto, saranno strutture con orari flessibili (aperte la sera e anche il fine settimana) che dovranno allontanare da chi le frequenta la paura dello stigma: non scordiamoci che un cocainomane non si sente drogato e spesso conduce una vita normale”. Non esistono farmaci specifici per la cura della cocaina (come, per capirci, è il metadone per l’eroina). Non ancora, perlomeno. ‟È allo studio un vaccino”, dice Gerra, spiegando che la filosofia dei nuovi centri sarà basata soprattutto sul recupero psicologico ed emotivo per agire sugli stimoli sensoriali e caratteriali del consumatore. ‟La terapia si baserà anche sui farmaci”, dice ancora Gerra. E spiega: ‟Parliamo di farmaci in grado di supplire alle sensazioni della cocaina, come gli antidepressivi o gli ansiolitici”. In Italia esistono già alcuni centri specializzati per la cura della cocaina, una dozzina in tutto, secondo le cifre rese note alla conferenza da Mario Cipressi della Fict, la federazione che raggruppa alcune decine di comunità terapeutiche in Italia. ‟Abbiamo messo a punto delle disintossicazioni cosiddette personalizzate. E molto importante è il councelling, ovvero la modalità di aggancio con il consumatore”, ha detto Cipressi. E ha spiegato: ‟La disintossicazione della cocaina, a differenza di altre droghe, può anche avvenire "a secco", ovvero senza farmaci in sostegno”. Finirà oggi con l’arrivo del vicepremier Gianfranco Fini la conferenza nazionale di Palermo, ieri contestata da un corteo di oltre cinquemila persone (moltissimi ragazzi) organizzato, tra gli altri, dall’eurodeputato di Rifondazione Giusto Catania. Una conferenza dove Giovanardi ha voluto portare lo stralcio del disegno di legge sulla droga (quello che da due anni è fermo in Senato) per discuterlo con gli operatori del settore, prima di farlo arrivare in Parlamento. Sono stati in tanti, però, gli operatori che hanno disertato polemicamente questo appuntamento. Almeno a giudicare dall’elenco di sigle riunite nel cartello ‟Non incarcerate il nostro crescere” e capitanate dal Cnca, il Coordinamento nazionale comunità accoglienza che raccoglie oltre 260 organizzazioni. Loro hanno organizzato oggi a Roma una contro-conferenza per contestare un disegno di legge che, dicono, non è mai stato davvero discusso con chi con la droga ci lavora. Un appello a sospendere la normativa fino alla prossima legislatura da Daniele Capezzone, segretario del Partito radicale.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>