Ormai è conto alla rovescia per il passaggio ufficiale delle azioni Antonveneta alla banca olandese Abn Amro. Il dissequestro da parte della Procura di Milano del 25,88% posseduto dalla Banca Popolare Italiana (Bpi), avvenuto giovedi sera, è l’ultima delle condizioni che doveva verificarsi per poter dare esecuzione al contratto firmato il 26 settembre scorso e con il quale la Abn Amro si impegnava ad acquistare le azioni al prezzo di 26,5 euro cadauna. Ora gli avvocati delle parti, Guido Rossi per gli olandesi e Alberto Alessandri per la Bpi, stanno cercando un accordo sulla data per il passaggio delle azioni. Stando al contratto esso deve avvenire entro 5 giorni lavorativi dal dissequestro e dunque il 30 dicembre, ma chiudere tutto entro l’anno presenta vantaggi e svantaggi. In primo luogo costringerebbe gli olandesi a consolidare nel proprio bilancio la partecipazione in Antonveneta che per effetto dell’acquisto salirebbe oltre il 51%. Per questo motivo l’Abn Amro preferirebbe siglare il trasferimento delle azioni il 3 gennaio 2006. Di parere opposto Divo Gronchi, direttore generale della Bpi, che preferisce invece incassare il corrispettivo della vendita prima della fine dell’anno anche se la plusvalenza lorda pari a 94,2 milioni di euro, secondo gli accordi, deve essere isolata in un conto a disposizione della Procura. La quale procederà, attraverso il custode giudiziale Emanuele Rimini, a un nuovo sequestro in tempi rapidi. Quanto rapidi? Se dovesse avvenire entro il 31 dicembre la plusvalenza non potrà più essere contabilizzata nell’attivo del bilancio Bpi 2005 che comprenderà solo 2,023 miliardi di euro del costo di acquisto del pacchetto Antonveneta. In ogni caso a ben vedere queste sono solo questioni tecniche, la sostanza è che tra pochi giorni l’istituto padovano entrerà definitivamente nell’orbita del gruppo olandese che potrà gestirlo a suo piacimento. Poco dopo il passaggio delle azioni partirà inoltre l’Opa sul capitale restante sempre a 26,5 euro per azione. E a questo punto sarà interessante conoscere il destino degli altri pacchetti Antonveneta posseduti dalle società di Emilio Gnutti e dalla Magiste di Stefano Ricucci, in totale un 12% circa. I legali dei due finanzieri presenteranno formalmente nei prossimi giorni l’istanza di dissequestro e questa dovrà poi passare al vaglio dei magistrati e dell’avvocato Rimini. Ma se le azioni non verranno liberate in tempo per aderire all’Opa, oppure per essere consegnate all’Abn Amro entro il periodo di scadenza del contratto (31 marzo), resteranno in capo alle società di Gnutti e alla Magiste.
Giovanni Pons

Giovanni Pons

Giovanni Pons lavora alla redazione milanese de ‟la Repubblica” come caposervizio dell'economia. Ha esordito a ‟Milano Finanza” e ha scritto successivamente per altri periodici specializzati: ‟Investire”, ‟Borsa & Finanza” e ‟Gente Money”. Ha seguito i principali eventi finanziari di questi anni: dalle lotte di potere per il controllo di Mediobanca ai riassetti del sistema bancario. È coautore con Oddo de L'affare Telecom.

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