Ventun luglio 1969. Per la prima volta un essere umano sbarca sulla Luna. La capsula spaziale che lo porta si chiama Apollo. Chi scelse il nome conosceva il rapporto tra due importanti figure mitologiche: Apollo, appunto, dio del Sole e della luce; e Selene, la luna (identificata, oltre che con Artemide, con la dea infera Ecate, legata alle tenebre). Oggi ci si prepara a raggiungere Marte. Il razzo e la navicella che compiranno l’impresa hanno, di nuovo, un nome greco: Ares, dio della guerra, di cui Marte è il corrispondente romano. Nella sua veste ufficiale portatore di lacrime e lutti, Ares era anche associato all’amore (la sua duplice natura è evidente nel dipinto che a lui dedicò Velázquez nella foto). Gran seduttore, amante della bellissima Afrodite, a volte incorreva pure in disavventure boccaccesche: un giorno, ad esempio - il racconto è in Omero - scoperto in flagrante da Efesto, marito di Afrodite, venne incatenato al letto con catene d’oro, fra il divertimento e l’invidia degli altri dèi: chi di loro non avrebbe voluto godere dei favori di Afrodite? Ma la relazione continuò, e da essa, dicono alcuni, nacque Eros, l’Amore. Storie antiche, che i nomi dei veicoli spaziali richiamano alla mente, certamente non a caso. Nel momento in cui scienza e tecnologia consentono imprese che ci proiettano verso l’ignoto, si vuole, ancora una volta, evocare un passato che in un mondo di incertezze rimane un punto fermo. Questo sembra dirci, oggi, ancora una volta, la nomenclatura spaziale.
Eva Cantarella

Eva Cantarella

Eva Cantarella ha insegnato Diritto romano e Diritto greco all’Università di Milano ed è global visiting professor alla New York University Law School. Tra le sue opere ricordiamo: Norma e sanzione in Omero. Contributo alla protostoria del diritto greco (Milano, 1979), Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico (Milano, 1987; 2006; In Ue Feltrinelli, con nuova prefazione dell'autrice, 2016), Il ritorno della vendetta. Pena di morte: giustizia o assassinio? (Milano, 2007), I comandamenti. Non commettere adulterio (con Paolo Ricca; Bologna, 2010), “Sopporta, cuore...”. La scelta di Ulisse (Roma-Bari, 2010). Per Feltrinelli ha pubblicato Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia (1996), Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto (2002, premi Bagutta e Forte Village), L’amore è un dio. Il sesso e la polis (2007, premio Città di Padova per la saggistica; “Audiolibri-Emons Feltrinelli”, 2011), Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell’antica Roma (2009), L’ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell’antichità greca e romana (2010), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2011), Pompei è viva (con Luciana Jacobelli; 2013), Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi (2014), Non sei più mio padre. Il conflitto tra genitori e figli nel mondo antico (2015), L'importante è vincere. Da Olimpia a Rio de Janeiro (con Ettore Miraglia; 2016), Come uccidere il padre. I problemi della famiglia dai romani a noi (2017), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2018), Gli inganni di Pandora. L'origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica (2019) e ha tradotto Le canzoni di Bilitis (2010) di Pierre Louÿs. Nella collana digitale Zoom è uscito L’aspide di Cleopatra (2012). Per Gli amori degli altri. Tra cielo e terra, da Zeus a Cesare (La Nave di Teseo, 2018) e per la sua opera in generale, ha ricevuto recentemente il premio Hemingway e il premio Pescasseroli.

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