Lo ammette egli stesso con una confessione clamorosa, nell’intervista-shock che esce oggi sulla Frankfurter Allgemeine e rompe un silenzio lungo sessant’anni. E aggiunge: nel campo di prigionia alleato conobbi un simpatico giovane cattolico, un tale Joseph Ratzinger. Io poi divenni scrittore, lui oggi è il Papa. Günter e Joseph, due vite parallele come quelle narrate da Plutarco, due simboli del dramma tedesco. Non volevo entrare nelle Ss, spiega Grass, ma chiesi volontario di essere arruolato nelle forze armate. Sognavo di imbarcarmi sugli U-Boot, i sommergibili della marina nazista, ma finii assegnato alle Waffen-Ss, le unità combattenti della milizia speciale del Reich. La confessione di Grass si annuncia come uno shock mondiale. Lui che (nato nel 1927) da sempre nel dopoguerra militò per la sinistra e per una cultura d’opposizione anticapitalista e antiamericana, confessa che il carattere antiborghese del nazismo fu decisivo per la sua generazione. E che decise l’arruolamento volontario per affrancarsi dai genitori. Il suo servizio in uniforme fu solo «servizio di lavoro», non al fronte. Ma portando l’uniforme della divisione Frundsberg delle Ss, la milizia speciale agli ordini di Heinrich Himmler, il grande gestore dell’Olocausto. Un’organizzazione che anche nel contesto totalitario del nazismo era ben altro che non le semplici forze armate della tirannide. Con coraggio doloroso, Grass sceglie dunque di incarnare ambiguità e colpe passate ma incancellabili della sua Patria. «Sono trascorsi sessant’anni, tutto doveva venir fuori», dice nella lunga intervista-confessione resa al direttore della Frankfurter, Frank Schirrmacher, e a Hubert Spiegel. è un documento eccezionale, un macigno nello stagno della coscienza collettiva dei tedeschi dopo decenni vissuti cercando di rimuovere. Sedici anni dopo la caduta del Muro di Berlino e la riunificazione, la Germania democratica e moderna torna a riflessioni dolorose sul suo passato tremendo. E' una scelta coraggiosa di Grass, che nelle sue memorie (Beim Haeuten der Zwiebel, sbucciando la cipolla) narra la sua gioventù sotto il nazismo. I giovani soldati-vittime del nazismo, ricorda Grass, si incontrarono poi nei campi di prigionia alleati. «C’era un ragazzo cattolico timido e impacciato ma simpatico, si chiamava Joseph Ratzinger. Vivevamo tutti insieme in tende, quando pioveva ci si riparava nelle buche. Io e lui davamo insieme la caccia ai barattoli usati per giocare a dati. Era timido ma simpatico e intelligente. Ricordo le nostre confessioni nel campo, lui voleva diventare religioso, io intellettuale. Oggi io sono scrittore, lui è Papa. è una bella storia, non è vero?». Bisognava parlare del passato senza più censure per far riflettere il paese, dice ancora Grass. «Ormai celebriamo tanti eroi della resistenza tedesca che non si capisce come mai Hitler arrivò al potere. Invece il nazismo fu accolto da consenso ed entusiasmo». In quel clima lui, nato nel 1927 a Danzica da famiglia tedesca, crebbe. Ma mai, finora, aveva voluto parlarne. Dall’immediato dopoguerra, quando fu tra i fondatori del "Gruppo ‘47", il primo circolo dei nuovi intellettuali postbellici tedeschi, a quando col Tamburo di latta scrisse la prima grande opera letteraria di Germania sul dramma del nazismo e del conflitto, tacque su quel suo passato. Da quando, nel 1969 mobilitò gli intellettuali nella campagna elettorale per far diventare cancelliere l’eroe socialdemocratico Willy Brandt e portare Bonn alla svolta a sinistra, fino a quando nel 2002 fu a fianco di Schroeder nel no alla guerra angloamericana contro Saddam Hussein, Grass è sempre apparso la coscienza magari radicale, ma immacolata del progressismo europeo. Era un ragazzino quando il Giappone attaccò gli Usa a Pearl Harbor e Hitler scatenò la guerra d’annientamento contro l’Urss. E 17enne all’epoca dello sbarco alleato in Normandia, l’inizio della Liberazione. Errori di gioventù, nel mondo sconvolto d’allora, erano possibili per tutti. Ma nelle biografie del Nobel tedesco, finora, era scritto soltanto che egli fu arruolato a forza nel 1944 come "Flakhelfer", cioè ausiliario della contraerea, e che in tale veste prestò servizio militare coatto. Flakhelfer, la generazione dei Flakhelfer, è una definizione-chiave per capire ambiguità e distinguo della Germania del dopoguerra. Ausiliari della contraerea arruolati per forza furono tedeschi illustri ieri e oggi, da Ratzinger all’ex cancelliere di sinistra Helmut Schmidt. Una cosa era essere arruolati a forza. Altro presentarsi volontari. Ora per la prima volta, nelle imminenti Menorie, Grass ammette che voleva imbarcarsi negli U-Boot. Cioè sui temuti sommergibili che scatenarono per anni la guerra nell’Atlantico ai convogli navali con cui l’America di Roosevelt armò e sfamò l’Unione Sovietica, la Gran Bretagna e gli eserciti partigiani. Una sfida che gli Alleati vinsero con la guerra totale all’israeliana: bombe dal cielo senza pietà contro sottomarini e città portuali. All’epoca, dice Grass, il nazionalsocialismo aveva un grande fascino come idea antiborghese. Quando egli chiese l’arruolamento nella U-Boot Truppe era troppo tardi: idrovolanti Sunderland inglesi e navi e aerei della Us Navy avevano spazzato via la flotta nazista. Il giovane Grass fu quindi assegnato alle Ss. «Sapevo che era un’unità d’élite che in combattimento subiva gravi perdite», egli dice. Sapeva anche del carattere simbolico dell’uniforme. Istinto antiborghese, voglia di affrancarsi dai genitori. Paradossalmente, le comprensibili motivazioni d’impazienza adolescenziale che Grass adduce per spiegare la sua scelta di allora, di arruolarsi volontario, evocano un po' gli umori di tante rivolte giovanili. Anche del Sessantotto, di cui egli in Germania fu precursore e poi idolo. Gli errori dei grandi della cultura e della politica possono sempre essere compresi, ma è impossibile non chiedersi cosa sarebbe stato di Günter Grass e del suo ruolo mondiale se egli avesse confessato prima quel passato con l’uniforme vestita per Himmler, anziché tacerlo per sessant’anni, adeguandosi ai silenzi d’autoassoluzione della Germania che giustamente egli denunciava con sdegno.

Ecco alcuni passi significativi dell' intervista a Gunter Grass, ripresi dal sito internet della Frankfurter Allgemeine che li ha diffusi ieri. Lei disse più volte che fu la confessione del gerarca nazista Baldur von Schirach al processo di Norimberga a convincerla che i tedeschi avevano commesso un genocidio. Ma adesso lei a sorpresa rivela per la prima volta che fu membro delle Waffen-Ss. Perché solo ora? «Allora mi sentii impressionato, e lo sono ancora. Il mio silenzio per tutti questi anni è uno dei motivi per cui ho scritto questo libro di memorie. Doveva venir fuori, alla fine». Sicuramente lei capì cosa sarebbe successo solo quando arrivò al reparto militare cui fu assegnato. O se lo immaginava prima, già al momento dell' arrivo della cartolina-precetto? «Non mi è chiaro, perché non sono sicuro di come accadde. Era già chiaro all' arrivo della cartolina-precetto o quando lessi il grado dell' ufficiale che l' aveva firmata? (ndr: i gradi nelle Ss seguivano un vocabolario veterogermanico, diverso dalle definizioni dei gradi nell' esercito). O capii tutto solo quando arrivai al reparto a Dresda? Non lo so più». Lei allora parlò con i suoi compagni d' armi. «Nel reparto era così come ho scritto nel libro: c' era solo un addestramento spietato, ferrea disciplina. Ci chiedevamo solo: come andrò avanti, come sopravviverò a tutto? Io cercai il contagio con l' itterizia, ma mi salvò solo per due settimane. Poi il durissimo, spietato addestramento con noi trattati da cani ricominciò, e per giunta fu un addestramento militarmente insufficiente, con armi vecchie. In ogni caso, questo ora bisognava scriverlo, raccontarlo». Lei non doveva farlo per forza, nessuno poteva costringerla. «Era la mia urgenza personale che mi ha spinto a parlarne». Perché si arruolò volontario nella Wehrmacht? «Per me il primo motivo fu uscire dal ristretto ambiente della famiglia. Volevo farla finita con quella vita, per questo mi arruolai volontario. è una cosa strana: mi arruolai a quindici anni, e poi dimenticai di averlo fatto. Accadde così a molti della mia classe di leva: fummo poi reclutati nello Arbeitsdienst, il servizio di lavoro ausiliario civile, e improvvisamente un anno dopo arrivò la cartolina-precetto. E allora forse capii solo a Dresda, una volta arrivato al centro di reclutamento, che ero stato arruolato nelle Waffen-Ss». Prova un senso di colpa per questo? «Se lo provai allora? No. Più tardi, quel senso di colpa ha pesato sul mio animo come una vergogna. è sempre stato accompagnato dalla domanda: allora, Gunter, non avresti potuto capire cosa stava accadendo?».
Günter Grass

Günter Grass

Günter Grass (Danzica 1927 - Lubecca 2015) ha raggiunto la massima notorietà con Il tamburo di latta, pubblicato nel 1959 (Feltrinelli, 1962, nuova edizione 2009). Delle sue opere successive ricordiamo: Gatto e topo (Feltrinelli, 1964, 2009), Anni di cani (Feltrinelli, 1966, 2009), Dal diario di una lumaca (Einaudi, 1974), Il Rombo (Einaudi, 1979), La Ratta (Einaudi, 1987), Il richiamo dell’ululone (Feltrinelli, 1992), È una lunga storia (Einaudi, 1998), Il mio secolo. Cento racconti (Einaudi, 1999), Il passo del gambero (Einaudi, 2002), Sbucciando la cipolla (Einaudi, 2007), Camera oscura (Einaudi, 2009), Da una Germania allaltra. Diario 1990 (Einaudi, 2012). Nel 1999 Grass ha vinto il premio Nobel per la letteratura.

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