‟La situazione intorno alla Telecom è ancora molto fluida - confida un banchiere che ha seguito il gruppo fin dalla sua privatizzazione - può succedere di tutto, anche un passaggio di mano a nuovi investitori”. Nel possibile domino spunta persino Silvio Berlusconi. A stupire il mondo della finanza, in queste ore, è innanzitutto la mossa a sorpresa di Marco Tronchetti Provera, il suo passo indietro a favore di un personaggio del calibro di Guido Rossi. Una mossa che molti giudicano densa di significati. Un arrocco che permette al manager-azionista di Pirelli di giocare le prossime carte da una posizione più defilata ma comunque ancora di forza. Vediamo perché. L’arrocco con Rossi permette di avere i Ds dalla propria parte mettendo allo stesso tempo in difficoltà Prodi. Non è un mistero per nessuno, infatti, che il primo partito della sinistra sia rimasto in qualche modo scottato dalla grande alleanza tra Sanpaolo e Intesa sotto la regia di Giovanni Bazoli e dello stesso presidente del Consiglio. Con questo presupposto non deve stupire più di tanto che a scaldare i muscoli, già in queste ore, sia l’Unipol, piena di liquidità dopo la fallita Opa sulla Bnl e la successiva vendita a Bnp-Paribas. In quell’occasione, occorre ricordarlo, Rossi fu chiamato dall’Unipol a fare da trait d’union con i francesi, ruolo che aveva già ricoperto nella partita Antonveneta-Abn Amro. L’arrocco è la soluzione ideale anche nel caso dovesse farsi avanti Silvio Berlusconi. Mediaset in apparenza è ferma sulla sua montagna di profitti, ma le trattative tra Tronchetti Provera e Rupert Murdoch, secondo alcune fonti, hanno risvegliato la bell’addormentata. A far gola a Mediaset, fin dal lontano 1997 quando commissionò a un consulente uno studio ad hoc, non è tanto Tim quanto piuttosto la telefonia fissa e la banda larga. La parte fissa di Telecom ha 24 milioni di clienti di cui 7 milioni già sulla banda larga. Attingendo a un tale patrimonio Mediaset potrebbe avere uno sbocco per i propri contenuti e avere accesso a un enorme parco clienti non raggiungibile attraverso la tv tradizionale. L’accordo tra Tronchetti e Murdoch è fallito proprio su questo punto, sulla titolarità dei clienti. L’unico modo per Murdoch di accedere ai clienti era quello di prendere la maggioranza di Telecom attraverso Olimpia ma il tentativo non è riuscito. E ora potrebbe provarci Berlusconi: ‟Il fatto che l’ex premier abbia commentato positivamente l’arrivo di Rossi al vertice Telecom è una spia che qualcosa potrebbe succedere”, fa notare il banchiere. Veniamo al terzo vantaggio dell’arrocco. Se la Telecom deve vendere la Tim e scontrarsi a muso duro con l’authority per le tlc è meglio che lo faccia con Rossi e non con Tronchetti Provera. Se poi, come si mormora negli ambienti finanziari, le procure stanno per rimettersi in movimento, lo scudo più resistente con cui ripararsi è ancora una volta quello del professore diventato anche commissario del calcio. Va ricordato, infatti, che lo scorso gennaio Tronchetti Provera denunciò in procura a Milano proprio attraverso Guido Rossi alcune manovre poco chiare compiute nell’estate del 2001 da coloro che gli vendettero la Telecom. Personaggi poi incappati nello scandalo della scalata all’Antonveneta. Altre mosse di Tronchetti Provera hanno sorpreso in questi giorni gli osservatori più esperti della finanza milanese e coloro che conoscono bene il carattere dell’ex presidente Telecom. Come, per esempio, la lettera che avrebbe inviato pochi giorni fa a Enrico Letta, Mario Draghi e Tommaso Padoa-Schioppa per spiegare gli accadimenti delle ultime settimane. In particolare una frase, comparsa sul Sole 24 Ore e non smentita, in cui l’ex presidente, ‟data l’atmosfera sul debito”, comunica a Prodi e a Murdoch lo scorporo di Tim e la sua eventuale vendita. Elementi che a tutt’oggi, per quanto se ne sa, non sono stati oggetto di discussione del consiglio di amministrazione Telecom. Nella stessa lettera Tronchetti Provera sostiene inoltre che prima dell’annuncio ufficiale della separazione societaria di Tim ‟il presidente Prodi fa sapere al dottor Perissich (dirigente di Telecom, ndr), attraverso De Giovanni (uomo dello staff di Prodi, ndr), che è molto seccato per l’ipotesi Tim”. Nonostante ciò Tronchetti Provera va avanti per la sua strada.
Giovanni Pons

Giovanni Pons

Giovanni Pons lavora alla redazione milanese de ‟la Repubblica” come caposervizio dell'economia. Ha esordito a ‟Milano Finanza” e ha scritto successivamente per altri periodici specializzati: ‟Investire”, ‟Borsa & Finanza” e ‟Gente Money”. Ha seguito i principali eventi finanziari di questi anni: dalle lotte di potere per il controllo di Mediobanca ai riassetti del sistema bancario. È coautore con Oddo de L'affare Telecom.

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