E allora? Che fare con i bagni di Montecitorio? L’incontro-scontro di venerdì nella toilette delle donne tra Elisabetta Gardini e Wladimiro Guadagno, detto Vladimir Luxuria, ha scatenato il putiferio. E aperto il dibattito tra gli onorevoli: in quale bagno deve fare la pipì un transgender come Luxuria? Tenendo conto, inoltre, che Luxuria non è l’unico caso di questo Parlamento: c’è anche Fuxia, la sua fidata assistente, amica e collega sin dai primi tempi di ‟Muccassassina”, lo storico locale transessuale lanciato proprio da Vladimir. Margherita Boniver, di Forza Italia come la Gardini, ha lanciato la sua proposta: creare un terzo bagno ad hoc. E ha spiegato: ‟Poiché la Camera è un luogo cavernoso e ci sono numerosi locali, non sarà complicato trovare una sistemazione adeguata per la simpaticissima Luxuria”. Il punto, però, è un altro: se si istituisce un ‟terzo bagno” in un posto istituzionale come Montecitorio, non bisogna poi costruirlo ovunque? Nelle palestre, nei bar, nei cinema, negli alberghi... ‟Ma cerchiamo di essere seri”, taglia corto Bruno Tabacci, centrista dell’Udc. E aggiunge: ‟Mi sembra che questo dibattito sia andato davvero sopra le righe: Luxuria si considera una donna? E perché ci dobbiamo scandalizzare? Il terzo bagno mi sembra davvero una sciocchezza. Penso che sarebbe molto più serio fare un unico locale per tutti, senza divisioni per sesso. Un locale adibito a bagno. Punto”. Identica la posizione di Ignazio La Russa, An. Dice: ‟Il terzo bagno è una emerita sciocchezza. Piuttosto ha un senso abolire la divisione tra i sessi nelle toilette. A me, in emergenza, è capitato di andare alla Camera nel bagno delle donne, nessuno si è scandalizzato. Io non mi scandalizzerei nemmeno se Titti De Simone venisse nel nostro bagno. Anzi, visto che lei dice di essere lesbica, sono le donne che semmai si dovrebbero preoccupare se va nel bagno delle donne”. Elisabetta Gardini si è scandalizzata, invece, e molto. Ma un simile polverone non se lo aspettava di certo. Rifarebbe la scena che ha fatto? Non ha dubbi la portavoce di Forza Italia. E spiega: ‟Certo che lo rifarei. Ora anche di più. Credevo fosse un problema di organizzazione interna, ho scoperto questa guerra di civiltà interna all’Occidente di relativismo subdolo”. Il terzo bagno è la soluzione che piace alla Gardini in alternativa all’altra: che Wladimiro Guadagno usi il bagno degli uomini. Come vorrebbe anche Mara Carfagna, sua compagna di partito: ‟Wladimiro Guadagno è un uomo a tutti gli effetti. Il suo travestimento è una cosa che non può riguardare il sesso”.
Alessandra Arachi

Alessandra Arachi

Alessandra Arachi, nata a Roma nel 1964, giornalista al “Corriere della Sera”, con Feltrinelli ha pubblicato: Briciole. Storia di un’anoressia (1994), da cui è stato tratto l’omonimo film per tv con la regia di Ilaria Cirino (2004), Leoncavallo blues (1995), Unico indizio: la normalità. L’Italia a sud dell’Italia (1997), Coriandoli nel deserto (2012). Ha pubblicato inoltre Non più briciole (Longanesi 2015), Lunatica. Storia di una mente bipolare (Rizzoli, 2006) e il romanzo E se incontrassi un uomo perbene? (Sonzogno, 2007).

Vai alla scheda >>

Torna alle altre news >>