‟Trieste? Mi è sembrata una città internazionale, fatta di mille lingue, religioni, culture. Per me la città ideale. Nella mia visione, e anche nella tradizione, Trieste è un posto dove si può essere se stessi anche se si arriva da un altro luogo, lontano e diverso. Nessuno ti chiede di cambiare, e così come sei puoi stare in mezzo agli altri. E poi mi ricorda molto il mio paese d’origine. Anche a Pinsk, dove sono nato, vivevano insieme molte persone che appartenevano a etnie, nazionalità, religioni e lingue diverse. Polacchi, bielorussi, lituani, ebrei, turchi. Tra loro regnava la concordia. Mi hanno lasciato in eredità un profondo senso di comunità, contro l’odio”.
Così parlava Ryszard Kapuscinski, considerato uno dei più prestigiosi e lucidi giornalisti del nostro tempo, l’anno scorso a Udine, dov’era arrivato quale componente della giuria del Premio letterario intitolato a Tiziano Terzani. E dove era stato insignito della laurea honoris causa in traduzione e mediazione culturale. Lo scrittore polacco, candidato al Premio Nobel per la letteratura, è morto martedì a Varsavia.
Kapuscinski, famoso per i suoi reportage di guerra da paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa, e per i suoi libri sulla caduta di Haile Selassie e Mohammad Reza Pahlevi, aveva 75 anni.
‟Kapuscinski – ricorda Angela Terzani, che presiede la giuria del Premio - è stato un maestro per Tiziano, Ha fatto il suo mestiere di giornalista vivendo in condizioni durissime in Africa, Asia e America Latina per capire i meccanismi del potere che soggiogano i popoli e li rendono infelici. Gli stava a cuore l’uomo. Ha cercato di aiutarlo, di capirlo attraverso i suoi viaggi e le sue esplorazioni, attraverso la sua vastissima conoscenza della storia e della letteratura classica, della musica – della vita. Alla fine, come ammutolito dinanzi al grande compito, si è espresso con pochissime parole in poesia. Diceva di riconoscere in Tiziano un suo simile e divenne membro fondatore della giuria del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani di Udine”.
Era nato a Pinsk, nella Polonia orientale, oggi Bielorussia, nel 1932, figlio di insegnanti, dopo gli studi a Varsavia Kapuscinski aveva lavorato sino al 1981 come corrispondente e inviato, prima in Africa e poi in America Latina, dell’agenzia di stampa polacca Pap. Il suo primo viaggio risale al 1956, quando nel suo Paese, che stava appena cercando di uscire dallo stalinismo, venne mandato dall’organo della gioventù comunista, in India, perchè il presidente Nehru era appena stato a Varsavia e in alto, nel partito, si riteneva opportuno occuparsi di quel paese. Vi rimase sei mesi, perché la crisi di Suez impedì il ritorno alla nave polacca su cui avrebbe dovuto imbarcarsi.
In Italia i suoi libri sono stampati quasi tutti da Feltrinelli e l’ultimo uscito, Autoritratto di un reporter, attraverso interviste e confessioni svela i segreti del suo fare il giornalista, mentre uno dei più affascinati resta In viaggio con Erodoto.
Altri titoli vanno da Il Negus (che all’inizio degli 80 gli dette fama internazionale) a Ebano, da Imperium (sull’Urss alla vigilia del crollo) a Lapidarium, da Shah in Shah a La prima guerra del football.

Ryszard Kapuściński

Ryszard Kapuściński

Ryszard Kapuściński è nato a Pinsk, in Polonia orientale, oggi Bielorussia, nel 1932, ed è morto a Varsavia nel 2007. Dopo gli studi a Varsavia ha lavorato fino al 1981 come corrispondente estero dell’agenzia di stampa polacca PAP. Dei suoi numerosi libri-reportage Feltrinelli ha pubblicato: Il Negus. Splendori e miserie di un autocrate (1983, 2003), Imperium (1994), Lapidarium. In viaggio tra i frammenti della storia (1997), Ebano (2000), Shah-in-shah (2001), La prima guerra del football e altre guerre di poveri (2002), In viaggio con Erodoto (2005, premio Elsa Morante sezione “Culture d’Europa”; "Audiolibri - Emons Feltrinelli", 2011), Autoritratto di un reporter (2006), L’altro (2007), Ancora un giorno (2008), Nel turbine della storia. Riflessioni sul XXI secolo (2009), Giungla polacca (2009), Cristo con il fucile in spalla (2011), Se tutta l’Africa (2012) e Stelle nere (2015). Nella collana di e-book Zoom Feltrinelli ha pubblicato Con gli alberi contro (2013). Nel corso della sua lunga carriera ha avuto numerosi riconoscimenti tra cui, nel 2003, il premio Grinzane per la Lettura e il premio Principe de Asturias. L’Università degli studi di Udine gli ha conferito la laurea honoris causa in traduzione e mediazione culturale nel 2006.

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