Fu un serpente la causa delle disavventure di Filottete. Durante una sosta dell’armata greca in viaggio verso Troia, l’eroe venne morso a un piede mentre con i compagni d’arme celebrava un sacrificio, e la ferita si infettò. Filottete, a questo punto, cominciò a emettere un odore così nauseabondo che Ulisse, quando la flotta passò accanto a Lemno, convinse gli altri capi ad abbandonarlo sull’isola. Il povero Filottete sopravvisse dieci anni uccidendo gli uccelli con l’arco e le frecce di Eracle, di cui era depositario, sino a che non venne recuperato dallo stesso Ulisse. Ma da quale serpente era stato morso, esattamente? I greci catalogavano attentamente i serpenti a seconda delle "famiglie" cui appartenevano e del diverso effetto del loro veleno: quelli il cui morso faceva sì che il ferito emanasse un odore nauseabondo era quello acquatico. Ma continuiamo con le famiglie serpentine: alcune iniettavano un veleno contro i cui effetti esistevano cure ben precise. Chi veniva morso dalle cerasti si poteva salvare, ma solo se in suo soccorso interveniva un uomo libico, della tribù degli Psilli: se le sofferenze della vittima erano ancora lievi, bastava uno sputo sulla ferita; se le sofferenze erano già gravi, lo Psillo si sciacquava al bocca con un sorso d’acqua, la versava in un bicchiere e la dava da bere al ferito; se questo non bastava, si stendeva accanto al corpo nudo del malato e lo guariva grazie al contatto con la sua pelle. Cura singolare, non c’è che dire: Eliano, che la riporta, cita l’autorità di Nicandro di Colofone.
Eva Cantarella

Eva Cantarella

Eva Cantarella ha insegnato Diritto romano e Diritto greco all’Università di Milano ed è global visiting professor alla New York University Law School. Tra le sue opere ricordiamo: Norma e sanzione in Omero. Contributo alla protostoria del diritto greco (Milano, 1979), Secondo natura. La bisessualità nel mondo antico (Milano, 1987; 2006; In Ue Feltrinelli, con nuova prefazione dell'autrice, 2016), Il ritorno della vendetta. Pena di morte: giustizia o assassinio? (Milano, 2007), I comandamenti. Non commettere adulterio (con Paolo Ricca; Bologna, 2010), “Sopporta, cuore...”. La scelta di Ulisse (Roma-Bari, 2010). Per Feltrinelli ha pubblicato Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia (1996), Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto (2002, premi Bagutta e Forte Village), L’amore è un dio. Il sesso e la polis (2007, premio Città di Padova per la saggistica; “Audiolibri-Emons Feltrinelli”, 2011), Dammi mille baci. Veri uomini e vere donne nell’antica Roma (2009), L’ambiguo malanno. Condizione e immagine della donna nell’antichità greca e romana (2010), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2011), Pompei è viva (con Luciana Jacobelli; 2013), Perfino Catone scriveva ricette. I greci, i romani e noi (2014), Non sei più mio padre. Il conflitto tra genitori e figli nel mondo antico (2015), L'importante è vincere. Da Olimpia a Rio de Janeiro (con Ettore Miraglia; 2016), Come uccidere il padre. I problemi della famiglia dai romani a noi (2017), l’edizione rivista de I supplizi capitali (2018), Gli inganni di Pandora. L'origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica (2019) e ha tradotto Le canzoni di Bilitis (2010) di Pierre Louÿs. Nella collana digitale Zoom è uscito L’aspide di Cleopatra (2012). Per Gli amori degli altri. Tra cielo e terra, da Zeus a Cesare (La Nave di Teseo, 2018) e per la sua opera in generale, ha ricevuto recentemente il premio Hemingway e il premio Pescasseroli.

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